#Berlinale 2017 – Incontro con James Mangold, Hugh Jackman e Patrick Stewart per Logan

Logan di James Mangold, presentato Fuori Concorso alla Berlinale 2017, ha visto spegnersi le luci sulla 67′ edizione del Festival, e anche sula carriera di Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine dopo ben diciassette anni. “Ho accettato il ruolo unicamente perché era una grande storia – ha affermato l’attore – e Mangold mi ha detto che riguardava la storia di una famiglia, più che di un supereroe. Per me non importa se una storia è horror, romantica o di supereroi, quello che conta è che sia una storia che vale la pena raccontare. Qui i supereroi cercano di crearsi una famiglia, vivono la vita di ogni giorno con tutti i suoi problemi ed è proprio questa la chiave del film, anche più della violenza stessa”.

Eppure il film è intriso di violenza e in molte scene sono presenti anche giovani attori. “La finzione è molto diversa dalla realtà – ha chiarito James Mangold – e fare un film è molto diverso che vederlo. Ho cercato di creare un’ambiente pieno d’amore sul set, poi mi affido all’intelligenza degli attori e dei loro genitori. Ci tengo però a precisare che questo è un film per adulti, non per bambini ed è proprio questo che mi ha dato la massima libertà di movimento e di sperimentazione e in questo sono stato supportato dalla produzione”.

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E Patrick Stewart ha ribadito: “In questo film mostriamo che per i supereroi esiste un’alternativa, una vita diversa in cui sono più umani. Ed è proprio questo che distingue Logan da tutti i film precedenti sugli X-Men, è un film più sottile in un certo senso”.

“Nel film non mancano influenze dai fumetti e di sicuro avete trovato diversi riferimenti – ha continuato James Mangold – ma quello che ci interessava era il modo in cui i personaggi si relazionavano al mondo intorno a loro. Fino ad ora abbiamo avuto a che fare con la leggenda degli X-Men e ora ai personaggi tocca fare i conti con se stessi”.

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E cosa deciderà di fare a questo punto la leggenda Hugh Jackman della sua vita? L’attore ha risposto così: “Il mio personaggio è cresciuto moltissimo in questi anni, si è evoluto come era giusto che fosse e, anche se i fan non me lo perdoneranno mai, sono sicuro che questa sia la fine per Wolverine. Mi mancherà molto, perché mi ha cambiato la vita, ma ora è giunto il momento di voltare pagina”.