BERLINALE 58 – "Zou You (In Love We Trust)", di Wang Xiaoshuai (Concorso)

Già Orso d’Argento alla Berlinale del 2001 con Le biciclette di Pechino (che forse resta il suo film più riuscito), Wang Xiaoshuai è regista che lavora insistentemente sulla opposizione di prospettive esistenziali che non possono restare indifferenti l’una all’altra. Lo scenario offerto da una Cina moderna che appare distratta nel suo individualismo, diffonde un senso di indolenza che sembra amplificare la solitudine dei personaggi, posti di fronte a relazioni in cui è sempre in gioco la scelta tra il proprio personale vantaggio e una prospettiva morale più universale. Diviso in due parti denominate "Destra" e "Sinistra", a simboleggiare i due opposti punti di osservazione del dilemma proposto, Zou You racconta la storia di una coppia che, ormai separata da anni, si trova costretta a ritrovare un punto di contatto per far fronte alla tragica malattia diagnosticata alla figlioletta, una leucemia che lascia una sola speranza di guarigione, legata a un difficile trapianto di midollo. Lui costruttore edile, lei piazzista di appartamenti, entrambi serenamente risposatisi, i due infatti coinvolgono se stessi e i rispettivi nuovi compagni in un dramma scritto nella urgente necessità di trovare un midollo compatibile per la bambina, sicché alla madre non resta che chiedere all’ex marito di darle un altro figlio, che possa fare da donatore.

Il dramma è tutto qui, scritto nelle relazioni affettive obbligate che la tragica prospettiva pone in essere nel destino di ognuno dei personaggi, ma Wang Xiaoshuai è bravo nell’articolare l’intero scenario, coinvolgendo non solo i due genitori, ma anche i nuovi rispettivi compagni. Il film risulta dunque un saggio sul peso dei sentimenti di fronte alla vita e il tema di fondo resta il compromesso tra vivere e avere, centrato sulla condivisione: tutti i personaggi, infatti, sono messi nella condizione di dover condividere una scelta che travalica la singola prospettiva e si deve inserire in un contesto di relazione dove i valori morali e quelli pratici, gli interessi personali e quelli relativi, si confondono con il peso evidente dei sentimenti e l’assoluta necessità delle scelte. 

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Giustamente premiato con l’Orso d’Argento per una sceneggiatura che costruisce in equilibrio il rapporto tra i personaggi e il loro dramma, Zou You conferma in Wang Xiaoshuai un regista in grado di confrontarsi con una realtà interiore che non prescinde dallo sfondo. Ne risultano opere che parlano della Cina moderna in chiave morale, dove persino l’ambientazione riesce a smarcare la dicotomia tra il paese rurale e quello industriale, per offrire un quadro medio-borghese che non sempre è facile trovare nelle opere cinesi.