BERLINALE 62 – "La colpa è di Matt Damon". Incontro con Steven Soderbergh, Antonio Banderas, Michael Fassbender e Gina Carano

steven soderbergh sul set di haywire
Il regista statunitense arriva con la sua squadra di attori a presentare Haywire. Clima divertito, grande affiatamento. Dal rapporto col teatro di Fassbender alla capacità di montare mentre gira del cineasta sottolineata da Banderas. E Soderbergh parla della RedCam, del cinema anni '60 e '70, di Barcellona. E su quanto sia stata importante Gina Carano per questo film

steven soderbergh sul set di haywire

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Arrivano i 'fantastici 4'. Entrano come i cavalieri del Graal, si concedono ai fotografi e già cominciano a ridere prima di sedersi. Il regista Steven Soderbergh arriva con il cast di Haywire, accompagnato da Antonio Banderas, Michael Fassbender e l'esordiente Gina Carano. Ed è l'affascinante agente segreto capace di lottare contro colleghi uomini e di farli fuori ad aprire l'incontro. "Non ho sentito la domanda", scoppia a ridere.

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STEVEN SODERBERGH

Che tipo di metodo avete utilizzato durante le riprese?

Abbiamo utilizzato l'ultima versione di una telecamera, la Red Max, che ci ha permesso di lavorare e vedere i risultati rapidamente. Quando abbiamo terminato la lavorazione a Dublino, quello che era stato girato era praticamente già pronto e non ho mai lavorato così velocemente. 

La presenza di Gina Carano?

Era già importante che fosse presente . Se non ci fosse stata, non avrei fatto il film.

Si dice ripetutamente che lei voglia abbandonare il cinema?

E' colpa di Matt Damon (ride). Ha cominciato a dire questa cosa a un giornale e tutti mi hanno fatto questa domanda. Quello che avevo affermato è solo che volevo ricaricare un po' le batterie.

Come avete lavorato sulle scene di lotta?

Abbiamo cercato di riprendere le scene di lotta con delle inquadrature più larghe. E poi avevamo degli attori che erano in grado di farlo. Poi Barcellona è per me la città più bella del mondo e ho dovuto resistere alla tentazione di filmarla come una cartolina. Noi ne abbiamo mostrato una parte un po' più nascosta.

C'è qualche modello di cinema d'azione che l'ha ispirata?

Penso quello degli anni '60 e '70. Penso ai 3 film con Michael Cain, Ipcress, Funerale a Berlino e Il cervello da un miliardo di dollari. Abbiamo cercato di equilibrare le scene d'azione con la parte più narrativa. Ci sono 40 minuti in questo film dove nessuno parla. Questo, per certi aspetti, è quello che bil cinema deve fare. Del resto anche Hitchcock non utilizzava molti dialoghi.

Pensa a un sequel?

Per fare un sequel bisogna prima incassare molti soldi. L'idea è quella di fare qualcosa che sia autosufficiente

E la musica, che sembra sempre presente?

Con il compositore David Holmes abbiamo cominciato a lavorarci già prima dell'inizio delle riprese. Abbiamo pensato che doveva essere come Gina, seguire il suo stesso ritmo.

MICHAEL FASSBENDER

Come definisce il suo personaggio?

Beh, è un bugiardo. Non è che poi mi assomigli molto. Comunque lavorare con Steven è stato molto importante per me. Questa è una storia ben scritta, molto interessante e intelligente. E poi sulle scene di lotta, alla fine ha ragione lei, no? (ride)

antonio banderas in haywireCome è avvenuto l'incontro con Soderbergh?

Abbiamo fatto un piccolo colloquio e mi ha fatto leggere lo script.

E il suo rapporto col teatro?

Lì ho cominciato la carriera e mi piacerebbe rifarlo. Ma non so quando. Si vedrà.

E con Gina Carano come si è trovato?

Ho provato ad essere alla sua altezza ma è stato difficile.

ANTONIO BANDERAS

Lei, europeo, come si trova a lavorare negli Stati Uniti?

E' stato un caso che sono arrivato lì. Ho fatto Philadelphia poi Europa poi ancora Stati Uniti

Come si trova a lavorare con Soderbergh?

Molti registi riprendono da tutte le angolazioni. Con Soderbergh invece ho l'impressione che già faccia il montaggio mentre gira. Con lui si sta sempre in una condizione di sicurezza. Dopo aver finito questo film sono andato in Spagna per fare il film di Almodovar, La pelle che abito. Poi mi ha richiamato per 3 scene. E' come se lavorassi con un musicista jazz, che sa benissimo quello che fa ma poi improvvisa. 

GINA CARANO

Dopo questo film ha in programmi altri progetti cinematografici?

Sì, assolutamente, è stata una gran bella esperienza. Poi comincio a capire come funziona.