BERLINALE 64 – In Grazia di Dio. Incontro con Edoardo Winspeare e il cast

il cast di in grazia di dioEdoardo Winspeare ha presentato al 64' Festival del Cinema di Berlino In Grazia di Dio, il suo ultimo film completamente ambientato in Salento e interpretato da Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Barbara De Matteis, Anna Boccadamo, e Gustavo Caputo.

 

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Perchè ha scelto di girare il film in Salento?

Edoardo Winspeare: Giro sempre nel salento, oltre che per una questione di costi, perché amo la mia terra. In realtà sono un miscuglio di razze, perchè a casa mia si parlava francese e tedesco, ma amo fare film in dialetto salentino. Il salento dopotutto è il finis terrae, ed è un mondo di confine, di fantasia, di avventure.

È vero che spesso la resurrezione nasce da un grande cambiamento?

Edoardo Winspeare: Insieme al mio sceneggiatore ho ideato un film che trasmette principalmente emozioni, ma tuttavia non riesco a trascendere dall’aspetto politico. La crisi economica dell'Italia è stata l’occasione per pensare alla mia vita personale, al senso di comunità, all'attaccamento alla terra, e al senso di famiglia che si respira in questi luoghi. La crisi è spaventosa ma è anche un’occasione per pensare a un modo per far rinacere l'economia. Quindi questo film si pone come la metamorfosi della crisi.

 

Qui si parla della famiglia italiana in tempo di crisi, ma può essere considerato un film internazionale?

Edoardo Winspeare: Ciò che ho cercato nel Salento è l'autenticità. Non sono all’altezza di un grande film come Radio America, quindi mi cimento con ciò che conosco. L'Italia è come un continente contenuto in un paese, per l'estrema diversità che contraddistingue le regioni, dalla cultura alla lingua. L’italiano standard esiste da quando esiste la televisione, ma nelle regioni si continua a parlare in dialetto. Io stesso in famiglia parlo dialetto.

A cosa è dovuta la scelta di un cast quasi interamente femminile e formato da attrici non professioniste?

Edoardo Winspeare: Volevo raccontare questa storia attraverso gli occhi e il viso di mia moglie. Sono fiducioso sul ruolo delle donne nel sud Italia, perchè l'uomo da noi riveste un ruolo teatrale, mentre le donne sono le custodi silenti della società, e sono creature più affascinanti. Poi per fare un buon film ci vuole innanzitutto una sceneggiatura valida alla base e la capacità di trovare le cose giuste. Una volta fatto questo bisogna provare molto e giocare, come si dice in tedesco spielen o to play in inglese, dove recitare e giocare sono sinonimi.

In Grazia di Dio è un film visuale, poco artefatto. Per quale motivo è stato realizzato in questo modo?

Edoardo Winspeare: In effetti sono stati utilizzati pochi carrelli, nessun dolly, e cui sono pochi movimenti di macchina e molti piani sequenza, perchè non amo muovere troppo la telecamera se non  è necessario. Non c’è neanche la musica e sinceramente non se ne sente la mancanza. In una scena si sente il tintinnio delle pentole in cucina e in un'altra il battito del cuore di un neonato durante un'ecografia, e questa è la musica del mio film. Non abbiamo usato neanche luci particolari, solo la luce naturale e quella delle candele, oltre che per una ragioni economiche anche per una precisa scelta estetica.

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