Berlinale 76 preview – Il ritorno di Geneviève Dulude-de Celles
L’autrice di A Colony, presentato al festival di Berlino nel 2019, quest’anno compete per l’Orso d’Oro con Nina Roza, un dramma dove arte e identità si mescolano
Geneviève Dulude-de Celles torna alla Berlinale a sette anni dal suo debutto nel 2019 con A Colony, nella sezione Generation Kplus. Quest’anno il suo nuovo film, Nina Roza, competerà per l’Orso d’Oro, che sarà proiettato in anteprima mondiale.
Si tratta di un film drammatico che racconta la storia di Mihail, un immigrato bulgaro in Canada che lavora come curatore d’arte. Tuttavia, si vede costretto a tornare alla madrepatria, che aveva abbandonato, per incontrare una bambina prodigio della pittura e capire se il suo talento sia reale o una truffa, a seguito di un video virale che la mostra dipingere.
Prodotto tra Canada, Italia, Bulgaria e Belgio, nel cast principale figurano Galin Stoev nei panni del curatore d’arte Mihail, mentre Sofia Stanina interpreta il prodigio della pittura Nina Roza. Inoltre, figurano anche Chiara Casselli e Christian Bégin. La fotografia è firmata da Alexandre Nour Desjardins e il montaggio da Damien Keyeux.
Storia del cinema Modulo 1, dal 3 marzo online

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Durante la fase di preproduzione, Nina Roza si era fatto notare alla 78ª edizione del Locarno Film Festival nella sezione First Look, dove vengono premiati i progetti in itinere, e Dulude-de Celles ha vinto due riconoscimenti: l’Urban Post First Look Award per le promesse artistiche e il Jannuzzi Smith Award per la presentazione visiva e la comunicazione del team. Per la giuria, come riporta Screen Daily, il progetto “si è distinto per la sua splendida integrazione di musica e arte, per le sue performance e per una narrazione accattivante che esplora l’identità, l’esilio e l’idea di casa e famiglia.”
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