#Berlinale2016 – Alone in Berlin, di Vincent Perez

L’intimità è urlata e i momenti con le SS in azione non sono lontane da un mediocre sceneggiato televisivo. Terza opera come regita dell’attore francese, inspiegabilmente in concorso

Cartoline dalla Germania nazista. Le manda Vincent Perez, alla sua terza opera come regista dopo Pelle d’angelo e Si j’étais toi. Tratto dal romanzo Ognuno muore solo di Hans Fallada, il film è ambientato a Berlino nel giugno del 1940. Otto (Brendan Gleeson) e Anna Quancel (Emma Thompson) sono una coppia operaia che hanno appena perso in guerra il figlio. L’evento tragico li spinge a opporsi apertamente al regime iniziando a diffondere in città alcune cartoline anonime contro Hitler. La loro attività però attira l’attenzione di Escherich, commissario della Gestapo (Daniel Brühl).

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Perez ha dichiarato di essersi ispirato a Una giornata particolare di Ettore Scola, e in effetto l’isolamento della coppia composta da Brendan Gleson ed Emma Thompson potrebbe richiamare quella formata da Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Ma il suo Alone in Berlin è solo una sfocatissima composizione illustrativa, che non si tira indietro davanti a scena a effetto (il dito tagliato dell’operaio, la tortura nazista con i bicchieri spaccati in testa), con quei colori neutri che vorrebbero forse allinearsi con le pagine del libro da cui il film è tratto. Mentre Gleeson cerca di restituire un adeguato spessore al suo personaggio, Emma Thompson invece lo carica di gesti, dal pianto alla disperazione per non poter fare la spesa. E qui risiede forse la colpa maggiore del film, quella di affidarsi a dei ritratti in/animati, che mortificano anche dei momenti di dolore privato come la scena del compleanno del figlio deceduto. L’intimità è urlata e i momenti con le SS in azione non sono lontane da un mediocre sceneggiato televisivo. Alone in Berlin cerca sempre la scena a effetto (il suicidio delle donna anziana), come se avesse il timore che ogni inquadratura non avesse l’adeguato contenuto da mostrare. In questo caso da esibire. Un cinéma de papa più vecchio di quelli vecchi, dove si avverte sempre la presenza del fuori-campo. Ciak. Motore. Azione. La Berlino ricostruita, le macchine che si muovono, i protagonisti e le comparse con i costumi d’epoca. Il Concorso per un film del genere resta un completo mistero.

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