#Berlinale2016 – Incontro con Michael Grandage, Jude Law, Colin Firth e il cast di Genius

Alla sua prima regia cinematografica, Michael Grandage esordisce con Genius, storia del rapporto tra l’editor letterario Max Perkins (Colin Firth) e lo scrittore di cui riconobbe il talento Thomas Wolfe (Jude Law). Oltre al regista e allo sceneggiatore John Logan, era presente il cast stellare questa mattina alla conferenza stampa: Jude Law, Colin Firth, Laura Linney e Guy Pearce. Grande assente Nicole Kidman.

Qual’è stato l’aspetto più complicato nell’interpretare due personaggi come Max Perkins e Thomas Wolfe? Risponde Colin Firth, che ironizza: “Non è la prima volta che interpreto uno strano uomo in un cappotto. A parte gli scherzi, c’erano molti aspetti di Perkins che mi interessavano. Dal suo silenzio dovevo tirare fuori la sua energia soffocata. Questa è stata una sfida che mi ha divertito”. Altra domanda destinata a Firth, è stata se abbia avuto difficoltà nell’interpretare un personaggio dimesso, non in prima linea: “Al contrario, l’ho trovato molto affascinante. Perkins era un uomo che ha mantenuto la sua integrità di giudizio, ha lavorato con autori quali Hemingway e Fitzgerald, e non lo ha fatto per cercare la celebrità, anzi voleva rimanere invisibile. Il suo modo di fare è controcorrente rispetto all’esibizionismo contemporaneo – e come attore so di cosa parlo! – Perkins ne era privo, ma allo stesso tempo il suo amore per la letteratura mostra che era un uomo appassionato”.

È stato complicato per Jude Law riprodurre l’accento americano così bene? “Devo dire che non ho sofferto molto, non dico sia stato facile, ma neanche impossibile. Ho ascoltato delle registrazioni, avevo un coach…e naturalmente c’era Laura (Linney, moglie di Perkins nel film), che viene proprio dalle zone del sud da cui proviene il mio personaggio nel film, quindi mi ha aiutato averla accanto”. “L’accento che Law doveva recitare è molto specifico”, sottolinea Laura Linney “è complicato da riprodurre, ha una musicalità particolare…quindi Jude ne ha sottovalutato la sfida”.

colin firth e jude law in geniusGuy Pearce nel ruolo di F. Scott Fitzgerald nel film, risponde ad una domanda su cosa si basi la sua decisione di accettare un ruolo piuttosto che un altro: “Non ho preferenze tra una grande o una piccola produzione. Io scelgo solo in base al personaggio, se mi ci posso relazionare o meno. E anche a seconda dell’originalità della storia, e se considero il regista qualcuno con cui posso relazionarmi bene…insomma le mie decisioni toccano più un livello emozionale che altro”.

A proposito del lavoro di editing, sconosciuto ai più e mostrato nel film, parlano sia Firth che Grandage che lo sceneggiatore John Logan. “Abbiamo avuto accesso ai manoscritti originali di Look Homeward, Angel, il libro di Wolfe su cui Perkins lavorò, e scoprire esattamente in cosa consiste il lavoro di editing è stata una scoperta affascinante anche per noi”. Sottolinea Grandage, che prosegue: “Dopo questo film, quando le persone leggono un romanzo, potrebbero fermarsi un istante a riflettere sul lavoro che ne ha preceduto la stampa”. “Non bisogna pensare che il lavoro di un editor sia una semplice correzione di bozze, anzi è il contrario, Perkins non riconosceva neanche gli errori di ortografia di Wolfe. Il suo è stato un processo molto più creativo”, afferma Colin Firth. “Quello che ho trovato interessante è stato lo scambio tra Wolfe e Perkins”, sottolinea John Logan, “il modo in cui hanno creato qualcosa insieme. Il lavoro di Wolfe è cambiato, si è evoluto nella relazione con un altro artista, in questo vedo molte similitudini con il mio lavoro con i registi, nello scambio si cresce”.