#Berlinale2016 – Incontro con Terence Davies e Cynthia Nixon per A Quiet Passion

Il regista inglese Terence Davies ha presentato alla 66’ edizione del Festival del Cinema di Berlino A Quiet Passion, il biopic che racconta la vita di Emily Dickinson, che in vita ha pubblicato solo pochissime delle sue poesie ma dopo la morte è diventata una delle scrittrici americane più amate. Insieme a lui la protagonista del film Cynthia Nixon, nota al pubblico per la sua parte in in Sex and the City, e Jennifer Ehle, che nel film interpreta la sorella di Emily.

Interpretare una delle più grandi artiste americane mai esistite è stata una vera e propria sfida per Cynthia Nixon. “All’inizio ero intimidita dalla parte – ha affermato l’attrice – ma poi mi sono resa conto che Emily in realtà era solo molto timida, e mi sono identificata facilmente con il suo personaggio, così come potrebbero fare in molti, e questo mi ha dato più sicurezza. Inoltre per impersonare al meglio Emily mi sono aiutata con le fotografie in nostro possesso e con le poesie da cui si possono cogliere tratti importanti del suo carattere”.

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Ed è proprio dalle opere di Emily Dickinson che Terence Davies è partito per raccontare questa storia: “Confesso di essere un grande appassionato della poetessa americana sin da adolescente, e non solo per le sue opere, ma per il fatto che abbia vissuto tutta la vita in un isolamento forzato, vedendo riconosciuti i meriti della sua arte solo dopo la sua morte. Per questo mi interessava raccontare la sua arte più che la sua vita, parlare di lei attraverso i suoi versi, perché se mi fossi limitato a raccontare la sua vita il film sarebbe stato molto di più e non sarebbe stato altrettanto interessante, visto che Emily non si è mai sposata e ha vissuto tutta la sua vita con la sua famiglia”.

Emily Dickinson ha vissuto sempre isolata, eppure era un’attenta osservatrice del mondo, e come ha ribadito Davies: “Tutti pensano che fosse esclusa dalla società, ma in realtà intratteneva un rapporto costante con le persone, specialmente con quelle che amava di più, attraverso le lettere. Se fosse viva oggi sono sicuro che sarebbe una grande comunicatrice virtuale e si troverebbe molto a suo agio con i social media”. Jennifer Ehle ha aggiunto: “Credo che proprio nella sua esclusione dal mondo, dietro la porta chiusa della sua stanza, Emily abbia trovato la sua libertà”.

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