#Berlinale2017 – The Dinner. Incontro con Richard Gere, Oren Moverman, Steve Coogan e Laura Linney

I protagonisti e il regista hanno presentato oggi il film sulla vicenda di due fratelli alle prese con un evento che esaspera un equilibrio familiare già compromesso. In concorso

In concorso alla Berlinale, The Dinner, diretto da Oren Moverman, racconta la vicenda di due fratelli, delle rispettive mogli e figli, alle prese con un evento che esaspera un equilibrio familiare già compromesso. Il regista, intervenuto al Festival insieme al cast e al produttore, ha raccontato la genesi del progetto, tratto dallˈomonimo romanzo di Herman Koch edito nel 2009: ” Molte cose che ho inserito si trovavano già all interno del libro, come la rabbia del personaggio di Steve Coogan. Fortunatamente sia io che lui ci arrabbiamo, più o meno, per gli stessi argomenti. Molti aspetti nella storyline mi interessavano, ma posso prendermi il merito solo per la sceneggiatura. Il film e imperniato su una serata, una cena in particolare, ed ogni portata doveva corrispondere non tanto allˈ andamento della cena in se quanto a quello della narrazione”.

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Il personaggio di Steve Coogan, ex professore di storia affetto da disagi psicologici, accetta sotto persuasione della moglie di partecipare ad una cena conciliativa con il fratello, Richard Gere. Il rancore, e tutto un sottotesto verbale e fisico, di rado manifestato, dovranno fare i conti con un episodio che coinvolge i loro stessi figli. A questo proposito, Coogan descrive lˈ impetuosita del suo ruolo: “Paul lascia che la rabbia lo consumi. Si tratta di una persona con una malattia mentale, proprio come lˈ attuale presidente degli Stati Uniti. Quando ho letto lo script mi sono accorto che era molto denso, pieno di dialoghi. Il cast mi ha di certo reso il lavoro più facile oltre ad aver alzato il livello della sfida. Sapevo sarebbe stata dura, ma il risultato è appagante“.

oren movermanRichard Gere, alla seconda collaborazione con Moverman, parla del lavoro con il cineasta come di un processo aperto e organico. “Non prendo molte decisioni sul mio personaggio; lascio che le informazioni mi penetrino gradualmente. Non cˈ è stata alcuna pressione in termini di tempo. Mi interessava che Stan venisse fuori soltanto verso la fine. Steven è riuscito, ad esempio, a mantenere il ruolo di Paul vivo per tutta la durata del film. Io invece dovevo stare attento a non esprimere troppo a seconda della scena. Volevo confondere; far pensare che fosse un clichè: il classico politico. Era importante che avesse una visione multidimensionale della vicenda e assumesse il lato pratico. Ovviamente l ˈamicizia con Oren e la fiducia che nutro per lui ha reso le cose molto più facili.” Anche Gere, meno ironico e sottile, ha voluto dire la propria sulla presidenza Trump: ” Non andrei e non sarei invitato ad una cena con Donald Trump. Da qundo ha messo piede nella stanza ovale, il numero di morti in America è aumentato. Dobbiamo stare attenti. La cosa più terribile è stata rivoltarsi contro gli immigrati e i rifugiati. Dobbiamo capire che siamo tutti uniti e che dobbiamo cooperare fra di noi. Non è un problema isolato, ci coinvolge tutti.

Laura Linney, che interpreta la moglie di Coogan, ha descritto la sua collaborazione con Gere necessaria alla sua crescita visto che The Dinner è il terzo film con lˈ attore in ben trentˈ anni: “Si tratta di una donna assorbita dal suo metodo riflessivo, piena di paure e con una schema di comportamenti molto difficile da piegare“.

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