Bif&st 2016 – Roberto Faenza ricorda Mastroianni in Sostiene Pereira

Il regista ha parlatto della generosità dell’attore sul set benché fosse già malato e ha anticipato indiscrezioni sul suo nuovo lavoro ispirato al giallo di Emanuela Orlandi

Anche Roberto Faenza fa tappa al Bif&st 2016 per arricchire con i propri ricordi personali e le esperienze d’autore il ritratto di Marcello Mastroianni, quale va componendosi nell’apoteosi di affetto e stima che  quest’ anno il festival gli tributa. Il regista e l’attore si sono incrociati in Sostiene Pereira del 1995.

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Il cineasta torinese ricorda ancora con entusiasmo quanto Mastroianni fu felice di interpretare il protagonista: “Telefonò da Parigi dicendomi ‘Io sono Pereira!’ ”, a dimostrazione dell’interesse che questi nutriva per le operazioni di trasposizione di personaggi letterari, sempre senza far sfoggio di una cultura altisonante. “Proporgli il ruolo – aggiunge – fu un’idea dello stesso Tabucchi, l’autore del libro omonimo, il quale già immaginava la sua ideale interpretazione sin dalla stesura”,

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Faenza rammenta l’estrema versatilità di Mastroianni nell’aggiungere alla galleria di ruoli che lo hanno immortalato all’apice del fascino, La dolce vita su tutti, un ultimo personaggio che invece richiedeva di marcare un invecchiamento fisico ed esistenziale. L’attore si sentì proteso verso il film, non tanto per la denuncia politica dominante, quanto proprio per la dimensione intimista della senilità che allora sentiva propria.

“Al tempo già malato, alternava al lavoro sul set i viaggi a Parigi per le cure terapeutiche, rientrava poi visibilmente cambiato, ma portando con sé sempre nuovi apporti rigeneranti per la valorizzazione del personaggio, come solo potrebbe fare sino all’ultimo un vero animale cinematografico”. La malinconia del ricordo, non impedisce a Faenza, di rispolverare anche i risvolti più indebiti, legati proprio alle condizioni di Marcello, ovvero il rifiuto del produttore Cecchi Gori di finanziare il film, temendone l’incapacità di sostenere il ruolo per l’età avanzata e la malattia, nonché la conseguente costrizione di ricorrere ad ipoteche immobiliari personali, Faenza in primis, perché l’opera si realizzasse comunque.

Il cineasta non rimpiange affatto i sacrifici sostenuti. Anzi si rincuora del privilegio che ha avuto: “Prima che un professionista, si trattava di un uomo di rara sensibilità e umiltà, che seppe con grande naturalezza esprimere il suo talento, senza ricorrere a certi fanatismi di metodo, stile Actor Studio, soprattutto senza vanità per i notevoli risultati unanimemente celebrati”.

marcello mastroianni sostiene pereiraFaenza presume che Mastroianni non si reputasse un genio della scena, quanto al massimo un uomo molto fortunato nel doversi divertire per mestiere. E con tale spirito sarebbe stato facile per qualsiasi regista lavorarci assieme. Eppure vi furono anche tempi bui, i decenni ’70 e ’80, in cui il celebre attore riscontrava difficoltà nell’essere scritturato. Erano gli anni di un naturale passaggio obbligato ai ruoli più maturi e complessi, ardui soprattutto per lui, che portava su di sé il peso d’icona latin lover post felliniano.

Sostiene Pereira uscì nelle sale, casualmente nel periodo dell’avanzata politica berlusconiana e molti colsero il film come una metaforica opposizione. Il regista non risparmia invettive contro la gestione politicizzata e burocratizzata della Tv italiana, che purtroppo contagia anche il cinema. Azzarda che Mastroianni, che non lavorò mai per la Tv, lasciò l’Italia proprio presagendone il declino culturale, e se fosse in vita ancora oggi, con molta probabilità non vi farebbe lavorativamente ritorno, vista l’attuale deriva accentratrice dell’informazione.

Nello spartire nettamente la propria carriera registica, da un lato i film politici, dall’altro quelli sui meandri dell’animo umano, a partire da Jona che visse nella balena in poi, Faenza confida di essersi orami votato alla narrazione di vicende che pur nell’impossibilità di esistere, trovano insperato riscatto, anticipando in conclusione indiscrezioni sul suo attuale lavoro, ispirato al giallo di Emanuela Orlandi, pienamente consapevole delle difficoltà e delle pressioni di potere cui andrà in contro.

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