Biografilm2020 – #UNFIT: The Psychology of Donald Trump, di Dan Partland

Può un uomo dichiarato ‘narcisista maligno’ da esperti psicologi guidare il paese più potente del mondo? È questo l’interrogativo alla base del documentario #UNFIT: The Psychology of Donald Trump, diretto da Dan Partland (produttore di A Perfect Candidate, Welcome to the Dollhouse).

Presentato nella sezione Contemporary Lives del Biografilm Festival, il film di Partland ricostruisce, attraverso le testimonianze di esperti in psicologia, studiosi di storia politica ed ex collaboratori di Donald J. Trump, un quadro completo della strategia e del comportamento dell’attuale presidente degli Stati Uniti a partire dal momento della sua elezione.

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Appellandosi alla Tarasoff Rule, cioè la legge per cui uno psicologo è tenuto a avvertire chi reputi necessario dopo aver riscontrato il rischio che un suo paziente possa arrecare danno a un’altra o più persone, sin dal 2016, in piena campagna elettorale, sono molti gli esperti di sanità mentale che hanno cercato di mettere in guardia il popolo americano sulla possibilità che Tump fosse ‘Unfit’, inadatto, per ricoprire la carica di presidente, ma sono stati frenati dalla semi-impossibilità di esprimere pubblicamente il loro parere.

Con #UNFIT per la prima volta tali testimonianze vengono filmate, registrate e diffuse, allo scopo di mettere in guardia il pubblico sul momento pericoloso che la società e il mondo intero stanno attraversando.

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Infatti, il documentario non si limita ad analizzare il profilo psicologico di Trump (analisi comunque approfondita e curata), ma si concentra anche sulla politica da lui attuata, comprovando uno studiato mutamento dalla democrazia a quello che a tutti gli effetti appare sempre più come un governo orientato verso l’autoritarismo.

Ciò che più inquieta ascoltando le parole degli ex collaboratori intervistati, tra cui Anthony Scaramucci (ex-direttore delle comunicazioni per la Casa Bianca), è lo sconcerto e l’incredulità che dichiarano di aver provato nel momento in cui hanno cercato di consigliare il presidente, di esprimere dei dubbi su alcune sue decisioni, e si sono trovati a venir licenziati: “Leadership is not about blind obedience“, afferma Scott Ritter (ex-militare e ispettore dell’ONU statunitense, specializzato nel trattamento delle armi nucleari).

Il tutto risulta ancora più sconvolgente, quasi profetico, di fronte alla recente gestione del presidente Trump sia dell’emergenza Covid-19, che delle proteste scoppiate a seguito dell’uccisione di George Floyd, che continuano a scuotere gli Stati Uniti, portando a galla problemi che sono stati messi a tacere e ignorati sempre più durante il suo mandato.

Lo scopo di #UNFIT non è quello di spaventare, bensì quello di mettere in guardia il pubblico e spingerlo a ritrovare un senso di comunità in senso globale, invece di aumentare le divisioni e cercare un ‘nemico’ esterno, ma piuttosto aprire gli occhi e analizzare razionalmente i problemi interni senza lasciarsi accecare dall’odio e dalla paura.

“Democracy in under trait around the world. History is being made now. Stand Up and be counted.”

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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