Blog, Gog e Magog

La sera della prima John Cassavetes

"Dopo 36 anni di lavoro politico quotidiano sul cinema, sulle immagini e sulle visioni…improvvisamente ci troviamo, con Mariuccia Ciotta, a scrivere su un blog."  Inizia cosi il gradito ritorno sulle nostre pagine di Roberto Silvestri, con Mariuccia Ciotta, due dei critici cinematografici che maggiormente stimiamo da sempre, qui a Sentieri. Da oggi i post del blog ilciottasilvestri

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La sera della prima John CassavetesDopo 36 anni di lavoro politico quotidiano sul cinema, sulle immagini e sulle visioni, aspettando che un nuovo giornale, che stiamo preparando per la fine dell’anno (quotidiano on line e cartaceo), riaccenda la rete planetaria di collaboratori che il manifesto ha organizzato in questi anni, e poi ha messo ai margini (avete visto come stanno facendo morire sadicamente alias, prima scorporandolo in due blocchi e poi normalizzandolo graficamente?), improvvisamente ci troviamo, con Mariuccia Ciotta, a scrivere su un blog. E a inventare, andando a tentoni, una cosa che chiamiamo scherzosamente ‘rivista di cinema’ e che vorremmo proseguisse idealmente il volume/dizionario (oltre seicento recensioni 1977-2012) ‘Cinema-Il Ciotta Silvestri’ uscito lo scorso ottobre per i tipi di Einaudi. Ringraziamo dunque Sentieri Selvaggi, che è invece una vera, prestigiosa e completa rivista on line (l’abbiamo sempre considerata affine alla nostra idea di cinema e al nostro sguardo, molto insoddisfatto, sul mondo) per la collaborazione che inizia in questo numero.

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Holy Motors Leos CaraxLa scrittura on line (che non tollera, si dice, le frasi lunghe come quelle che ho scritto qui sopra) ha anche i suoi pregi. Può arrivare ovunque (si parli italiano). E non ha forzature di spazio. Si può riprendere, per esempio, una recensione scritta per il quotidiano, per esempio quella del nuovo film strano e complesso di Carax, Holy Motors, che abbiamo visto a Cannes due edizioni fa, e allungarne il testo, risolvere ellissi e sincopati, perché si possono sciogliere senza problemi tutte le frasi che dovevano essere tagliuzzate o sintetizzate esageratamente per far entrare un testo nei ragionevoli limiti delle 100-120 righe tipografiche (e al manifesto sono già molto più fortunati di altri i critici del cinema). Si dirà che la lettura digitale ha fretta, è più rapida. Che il lettore esige pezzi brevi. Chiarezza. Molte foto. Paragrafi brevi.  Ma la velocità di lettura è anche psicologica, collegata alla chiarezza e semplicità di fraseggio. Senza tirannia di spazio (e relativa compressione) la frase scorre più leggera. Un po’ come al cinema. Se tagliate di 20 minuti La sera della prima di John Cassavetes (come facevano gli esercenti di allora per vendere più pop corn e fare 5 spettacoli invece di 4) il film sarà molto più complesso e “lungo”, faticoso, misterioso anzi indecifrabile…        

 

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