BLOG – Harry ti presento Nora

harry ti presento sally
Forse mi sbaglio: nel retro di copertina di un suo libro (Il collo mi fa impazzire, Feltrinelli), Nora Ephron mantiene i lineamenti piacevoli di una donna matura, più che sessantenne, che ancora si mantiene in splendida forma. Sguardo spudoratamente maschile, il mio.  Continua sul Blog STORY di Demetrio Salvi

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Non credo volessi andare a vedere quel film. Ma di domenica sera, il giorno più deprimente della settimana e nel momento più deprimente della giornata, dove vuoi andare? che vuoi fare?

E’ iniziata così la mia (assidua) frequentazione con questo film e Harry ti presento Sally è entrato a far parte di quel gruppo di testi che costituisce la mia “casa” emotiva, cioè quello spazio capace di rimettermi in sesto, che mi dà la possibilità di sentirmi protetto tra le quattro mura virtuali di un tessuto connettivo altamente equilibrato, capace di ricostruire, in continuazione, sensi perfetti, utili alla mia personalissima sopravvivenza.

Che fosse una donna ad aver scritto questo film, mi sembrava addirittura ovvio.

I sentimenti lì espressi sono dolci ma non sdolcinati, capaci di lasciare in bocca un sapore gradevolissimo.

Ma il mio rapporto, come spesso mi accade, con questa sceneggiatrice, si è fermato lì: non sono diventato un esegeta, un biografo, uno specialista di Nora Ephron. Non ho cercato gli “altri” suoi film, le cose che ha scritto, le regie che ha fatto. Mi sono limitato a fare mio un testo, a renderlo parte integrante del mio immaginario, tessuto intimo. E questo è il mio rapporto col cinema, non altro – molto fisico, poco ortodosso, assolutamente non esperto.

Mi è stato chiesto di aderire a questa autrice altrimenti manco sapevo che non c’era più (dribblo, in qualche modo, la parola morte, cancellandola, repentinamente, dalla scrittura. Poi ricompare).

Mi chiedo, così, se questa donna mi sarebbe piaciuta. Se mi sarebbe piaciuto frequentarla, andarci a cena, uscirci la sera.

 

 

 

 

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