Bloodshot, di David S.F. Wilson

Vin Diesel torna ad interpretare l’anti-eroe del nuovo millennio nel primo film del Valiant Universe, costretto ad una uscita direttamente in vod. Disponibile su Chili

Pompatissimo, indistruttibile, ma soprattutto molto, molto arrabbiato, Vin Diesel torna nei panni dell’anti-eroe. Questa volta è una vera e propria macchina da guerra, disposto a tutto pur di scoprire e vendicare il suo passato.
Si tratta di un soldato dell’esercito che viene salvato dalla morte e poi potenziato con lo scopo di uccidere. Il suo non è un vero e proprio superpotere, poiché proviene da una nuova e potentissima tecnologia innestata nel suo corpo. Nelle sue vene non scorre sangue, scorrono miliardi di naniti, che gli sono stati iniettati per permettergli di rigenerarsi dalle ferite e di interagire con gli ambienti virtuali.
Il personaggio di Bloodshot faceva la sua prima apparizione nei fumetti nel ’92: un po’ Terminator, un po’ Captain America, Punisher o Wolverine, piano piano ottenne il successo necessario per integrarsi nell’universo fumettistico degli eroi della casa editrice Valiant Comics.
Decisa a cavalcare l’onda di successo dei cinecomic, anche la Sony ha intenzione di produrre un universo cinematografico fumettistico tutto suo, già avviato con Venom e  l’imminente Morbius. Inoltre è riuscita ad ottenere i diritti per lo sfruttamento di alcuni personaggi del Valiant Universe, avviando il progetto proprio con Bloodshot. Questo lancio,di un potenziale e ulteriore universo cinematografico supereroistico condiviso parte con Vin Diesel come protagonista che, a 52 anni compiuti, cerca di resistere come stella dell’action, con la speranza di attirare anche il pubblico di appassionati. Vin torna ad interpretare un anti–eroe del nuovo millennio, che ha molto da condividere sia con il Toretto dei Fast and Furious, sia con lo Xander Cage di xXx, che con il Riddick di Pitch Black.
Tutti i personaggi di Vin hanno questo forte potenziale per divenire veri e propri eroi, ma non ne sono mai in grado fino in fondo. In loro prevalgono le conseguenze delle ingiustizie che gli sono state inflitte e quel lato umano, fallace, che mette sempre avanti a tutto gli interessi propri, compresa la sete di vendetta.


Questa volta Vin è nei panni di Ray Garrison, un soldato in missione a Mombasa.
Mentre è in vacanza con la moglie (Talulah Riley), entrambi vengono rapiti, torturati e poi uccisi.
Qui iniziano i problemi. Quasi per miracolo Ray si risveglia nel laboratorio di cibernetica della Rising Spirit Technology, senza ricordare niente.
Alla guida del laboratorio c’è il dottor Emil Harting (Guy Pearce). Il suo lavoro consiste nel modificare i corpi dei militari feriti in guerra, per trasformarli in supersoldati dotati di capacità sovrumane. Così Ray si ritrova in un corpo ultra-potenziato dai naniti, che operano nel suo apparato circolatorio e lo rendono invincibile. Nonostante ciò non intende lavorare per l’RST: non appena recupera la memoria, il suo unico obiettivo diventa quello di vendicare la morte della moglie.
Il corpo di Vin è il protagonista delle scene d’azione. A dirigerle è David S.F. Wilson che, al suo esordio in regia, rielabora tecniche di ripresa tipiche dei film action anni ‘ 90, unendo una CGI all’avanguardia, citazioni, ralenti e uno stile visivo alla Marvel Cinematic Universe.
Non a caso Dave Wilson si è occupato della supervisione degli effetti speciali di Avengers: Age Of Ultron oltre a quelli di alcuni giochi Star Wars, e sicuramente sa il fatto suo nel calibrare i VFX con il flusso delle sequenze, rendendo il tutto bilanciato e tangibile.
Peccato che il film sia confezionato alla perfezione per funzionare sul mercato di riferimento, senza presentare contenuti veramente significativi. Bloodshot ha del potenziale, ma sembra essere privo di un’anima propria. A partire dai personaggi di contorno come il Dott. Emil Harting o la bella Katie interpretata da Eiza Gonzàlez, che rimangono un po’ anonimi e scialbi.
Qualche punto in favore va alla sceneggiatura di Eric Heisserer – già con le mani in pasta nel mestiere, si è occupato di scrivere film come Arrival e Bird Box – che riesce bene nello stupire lo spettatore di fronte ai colpi di scena.
Purtroppo, con una produzione da 40 milioni di dollari, Blodshoot si è dimostrato un flop al botteghino, soprattutto a causa della distribuzione dirottata sullo streaming a pagamento, durante questa pandemia da coronavirus. In fin dei conti avrebbe potuto avere occasioni migliori per far emergere alcuni elementi interessanti, che vanno oltre la discutibilità degli aspetti meno positivi del film.

 

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Titolo originale: id.
Regia: David S.F. Wilson
Interpreti: Vin Diesel, Eiza González, Sam Heughan, Toby Kebbell, Guy Pearce
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 109′
Origine: USA, 2020

 

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.7

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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