BLU-RAY – "Kalifornia", di Dominic Sena

Blu Ray KaliforniaDebutto registico di Dominic Sena e arricchito da giovani e promettenti star (Brad Pitt, Juliette Lewis, David Duchovny), questo Kalifornia è un concentrato di suggestioni prettamente cinematografiche: noir, road movie, horror, western si susseguono come vere e proprie tappe del “viaggio”. Ma l’equilibrio tra materia e sua messa in scena, tra cliché e sua riformulazione, risulta troppo sbilanciato verso una sterile estetizzazione. Discreta (ma senza extra) l’edizione Blu Ray targata 20th Century Fox

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Blu Ray KaliforniaTitolo originale: Kalifornia
Anno: 1993
Durata: 118'
Distribuzione: 20th Century Fox
Genere: Thriller/Road movie
Cast: Brad Pitt, Juliette Lewis, David Duchovny, Michelle Forbes, Sierra Pecheus, Mary Forbes
Regia: Dominic Sena
Formato Blu Ray/Video: 16/9 2:35:01 HD
Audio: Inglese, francese, tedesco, italiano, castigliano in DTS HD; portoghese, spagnolo, ungherese, thailandese, turco in Dolby Digital
Sottotitoli: italiano, inglese, francese, portoghese, danese, tedesco, spagnolo, olandese, norvegese, castigliano, svedese, giapponese, greco, rumeno, serbo-croato, thai, sloveno
Extra: trailer
 
 

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IL FILM
Gli anni ’90 sono stati un crinale importantissimo nel cambiamento delle coordinate classiche del cinema americano. Tutti i fermenti postmoderni che erano esplosi nel decennio precedente hanno subito quasi una cristallizzazione teorica (e in questo l’avvento di una personalità fortissima come Quentin Tarantino è stato determinante) frutto di una “nuova” concezione dei generi appunto. Ecco che Kalifornia – strano film ignorato quasi del tutto dal pubblico alla sua uscita, ma capace di riabilitarsi nel tempo come cult movie – si inserisce perfettamente in questo articolato discorso. Debutto registico di Dominic Sena e arricchito da giovani e promettenti star, il film è infatti un concentrato di suggestioni prettamente cinematografiche: parte come un noir (voce fuori campo che rimembra il passato e pioggia insistente a dipingere l’inferno cittadino), si trasforma presto in un road movie (coast to coast classico, Kentucky/California a bordo di una decappottabile) per poi colorarsi di tinte vagamente horror (il tour fotografico sui luoghi simbolo dei serial killer americani è quasi un viaggio nel cinema dell’incubo) e concludersi con l’apertura desertica verso spazi western che fanno erompere ancora una volta la “ferinità” dell’essere americano. Insomma, una consapevolissima scorribanda in ottant’anniBrad Pitt e Juliette Lewis in Kalifornia di cinema a stelle e strisce.
La storia è quella di un giornalista (David Duchovny) che decide di scrivere un saggio sui più famosi serial killer e inizia un viaggio insieme alla sua compagna fotografa (Michelle Forbes) nel cuore dell’America più profonda. Ma, inconsapevolmente, fa salire a bordo della sua auto proprio un assassino spietato (un convincente Brad Pitt) e la sua giovane fidanzata (straordinaria l’infantilità esibita da Juliette Lewis): le conseguenze saranno ovviamente atroci. Partendo da questo spunto, quindi, Sena attua una frenetica sublimazione di tutto quest’ingombrante retroterra visivo/narrativo e lo fa attraverso una estetizzazione filmica spintissima, che faccia quasi trasparire ad ogni inquadratura l’essere immaginario di questa operazione. Ma rispetto ad un approccio registico molto simile come quello di David Fincher – che risulterà essere, in quegli stessi anni, di gran lunga più efficace – Kalifornia appare frenato da una scrittura che non riesce mai a superare il cliché, accontentandosi di riproporlo semplicemente in una forma differente. E se l’intento palese era fondamentalmente quello di far rivivere l’incubo americano sotto forma di “malattia” dell’immagine, la regia di Sena opera invece "schiacciando" il film e il nostro sguardo su una sorta di perpetua istantanea/cinema. Istantanea che non fa che bearsi di se stessa, ponendosi al lato opposto – e sono solo due esempi – del furore sperimentale di Michael Mann in Manhunter o delle straordinarie contaminazioni d'immagini (per certi versi avanguardistiche) dei recenti film di Rob Zombie. Insomma, è proprio in questa incertezza di fondo che il film naufraga: in un equilibrio fortemente cercato e mai trovato tra materia e sua messa in scena. Tra cliché e sua (mancata) riformulazione. Rimanendo però, ripetiamolo, un interessantissimo esempio di cosa abbiano significato gli anni ’90 nella cinematografia americana.
 
Kalifornia Blu RayIL BLU RAY
L’edizione Blu Ray di questo film del 1993 ha sicuramente il merito di restituirci le immagini nitide e la variegata gamma cromatica della pellicola originale. La fotografia fiammeggiante viene infatti ben supportata e il riversamento appare ottimo nel corretto formato cinematografico. Certo, il nuovo supporto Blu Ray dà il meglio di sé con pellicole recenti (o ancora meglio con film girati in digitale), ma è comunque un bel passo avanti rispetto all’edizione dvd. L’audio DTS-HD e Dolby Digital è presentato in varie lingue (addirittura 10 tracce audio!) e restituisce al meglio gli effetti sonori del film. L’unica grave pecca va ricercata quindi nel comparto extra, dove troviamo solo un trailer: cosa abbastanza grave per chi cerca nel Blu Ray una nuova frontiera dell’home video. Rimane comunque un prodotto discreto, considerando gli ormai 17 anni passati dalla sua uscita in sala. 
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