"Body Language", di Jeffrey Elmont

body language

Arriva il clone olandese tra Streedance e Step Up. Musical di strada che è un esempio della piattezza europea quando vuole rifarsi a filoni di moda statunitensi dove New York è filmata da turista e le coreografie sono anche improvvisate scampagnate in mezzo al parco. Con i cinque protagonisti che vogliono essere profondi e invece non ci si affeziona a nessuno

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body languageArriva il clone olandese tra Streedance e Step Up. In volo verso New York alla ricerca del sogno di una vita: la danza. Il loro volo è stato improvvisamente annullato ma loro decidono di partire lo stesso all'avventura. Una è quella più determinata, ce la vuole fare a tutti i costi e cerca di costringere gli altri a un duro allenamento. Un altro corre per strada saltando tra gli ostacoli e le persone e intando la sua donna va a letto con un altro. C'è poi chi vuole soggiornare in hotel di lusso, compra abiti firmati ma poi rischia di finire a fare la spogliarellista. O chi fa il 'ficone' di turno. O infine chi va negli States per ritrovare il padre celebre ballerino per poi scoprire che la madre su di lui gli ha sparato delle bombe.

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Musical di strada. Con le sue regole precise, parlato in parte anche in inglese, rappresenta soltanto la piattezza europea quando vuole rifarsi a filoni di moda statunitensi. Perché se in Step Up (in particolare il 2), la prevedibilità della trama è comunque in parte superata da giochi di luce in cui non si distingue più il palcoscenico dagli esterni, qui invece di inventivo non c'è davvero nulla. Jeffrey Elmont, che ha studiato all'American Film Institute e ha già realizzato alcuni corti e videoclip, continua a filmare New York da turista, si ricorda di aver visto (forse) I guerrieri della notte negli scontri tra band rivali, utilizza le coreografie come se fossero improvvisate scampagnate nel parco e riesce anche a sprecare la tensione della gara finale, impresa ardua anche per il più anonimo dei reality-tv.

I cinque protagonisti non vogliono essere delle semplici figure di genere mosse da un burattinaio. Ma alla fine in Body Language era meglio se andava così. Ognuno vuole essere profondo, con le sue problematiche e le sue motivazioni. Peccato che la loro passione per la danza resta sfocata. E soprattutto, altra impresa riuscita all'incontrario, non ci si affeziona a nessuno.

 

 

Titolo originale: Id.

Regia: Jeffrey Elmont

Interpreti: Floris Bosveld, Chandler Bullock, Luciano HiwatI, Ingrid Jansen , Sigourney Korper, Lorenzo van Velzen Bottazzi

Origine: Olanda, 2011

Distribuzione: Moviemax

Durata: 97'

 

 

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    Un commento

    • …"la madre su di lui gli ha sparato delle bombe". Ma che modo di esprimersi è?