Box Office USA 26 giugno 2012


La Pixar ha fatto uscire Brave proprio nel momento in cui i rivali della Dreamworks si godevano il ritorno al successo con Madagascar 3. La sfida tra i due colossi dell'animazione è incerta ed appassionante ma si svolge con un timore di fondo: è possibile che nessuno di loro riuscirà a fare meglio di The Lorax della Universal e per la prima volta un estraneo si prenderà il titolo di film animato più ricco dell'anno. Il verdetto è nelle mani di Brave, che si dovrà confermare nelle prossime settimane…

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L'agenda del week-end americano era caratterizzata dall'appuntamento con la Pixar, che si ripresentava davanti al pubblico dopo l'imprevisto passo falso di Cars 2. Il 2011 era stato un anno problematico per tutto il mondo dell'animazione e l'unica eccezione era stata quella di Despicable Me della Illumination. Il 2012 ha mandato segnali differenti: The Lorax della Universal ha incassato più di duecento milioni di dollari e ha confermato l'ascesa dello studio di Chris Renaud. Brave ha debuttato con sessantasei milioni di dollari, che è esattamente lo stesso start delle deludenti avventure di Lightning McQueen. Il dato ha bisogno di un'ulteriore conferma: solo tra sette giorni si potrà verificare la tenuta del titolo e le sue prospettive future. Il riferimento a Cars 2 potrebbe suggerire il flop, ma tutti i film della Pixar hanno iniziato con una cifra simile e la pubblicità tra gli spettatori potrebbe determinare il successo: anche Up non superò i settanta milioni di dollari ma poi chiuse trionfalmente vicino ai trecento milioni… L'obbiettivo è quello di arrivare oltre i duecento milioni e di vincere la sfida annuale con i concorrenti. Brave si è affacciato sul mercato in un momento in cui Madagascar 3 ha dominato la scena di giugno: il film della Dreamworks ha cancellato i recenti insuccessi di Puss in Boots e di Kung Fu Panda 2 e sta per battere il record interno del franchise. Finora, le gesta europee di Alex il leone e della zebra Marty hanno accumulato un bottino worldwide di quasi quattrocento milioni di dollari, che è destinato a gonfiarsi fino a più di mezzo miliardo. La vera notizia è che nemmeno un simile exploit potrebbe permettergli di scalzare The Lorax: c'è la concreta possibilità che il film d'animazione più visto dell'anno non sia né della Pixar né della Dreamworks… La battaglia a colpi di pixel ha debilitato le pallide possibilità di Abraham Lincoln: Vampire Hunter, che non si è mai inserito nella lotta per la vetta e non ha avvicinato nemmeno i sedici milioni: il budget agile ha scongiurato la possibilità di un disastro finanziario ma l'esperimento di Timur Bekmambetov non è uscito dall'anonimato. La convivenza tra l'horror e l'ambientazione storica non ha mai fatto breccia nelle simpatie del pubblico e il caso di Van Helsing è rimasto isolato al 2004 e non si è mai più ripetuto. Prometheus ha trovato il suo passo, si è lasciato i cento milioni dietro le spalle e ha raddoppiato il budget attraverso i suoi brillanti volumi overseas: Ridley Scott non migliorerà i suoi record personali di Hannibal e The Gladiator ma ha ritrovato un po' di fiducia dopo le recenti disavventure di Robin Hood e di Body of Lies. L'ottava settimana di The Avengers lo ha avvicinato ai seicento milioni di dollari: il muro verrà abbattuto nei prossimi giorni e il marvel-movie sarà consacrato quasi sicuramente come il migliore successo del 2012. Non tutte le note sono liete: Rock of Ages di Adam Shankman e That's My Boy con Adam Sandler si sono schiantati a braccetto e sono finiti tra le solenni bocciature di questo anno. Il musical è sempre una scommessa, ma il crollo del comico americano è una notizia davvero preoccupante.

 

 

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