Box Office USA 20/6/2011

Il pubblico americano ha servito la terza delusione dell'estate, dopo quelle di X-Men: First Class e Kung Fu Panda 2. Gli spettatori hanno rapidamente bruciato le prospettive di Green Lantern, che non si è esibito in un esordio memorabile. Il discreto bottino di Thor aveva fatto nascere buone speranze per i superhero-movies che dovevano affollare il calendario: invece, tutti i titoli successivi sono stati costretti ad accettare l'anonimato. Il personaggio della DC Comics non è mai stato particolarmente attraente: proprio per questo, l'investimento da duecento milioni di dollari può essere giustificato soltanto da una colpevole mancanza di idee. Il debutto di Kevin Reynolds nel costume verde ha occupato il primo posto in classifica, ma si è dovuto accontentare di cinquanta milioni di dollari. Il pareggio del bilancio è affidato alle entrate internazionali, ma è già chiaro come Green Lantern sia uno dei tanti blockbuster del 2011 ad aver fallito l'appuntamento con la platea. Il film di Martin Campbell non ha sfruttato le opportunità del 3D ed ha dilapidato il suo budget faraonico: in più, ha confermato come la soglia minima di un kolossal si sia notevolmente abbassata. Una volta, settanta milioni di presentazione erano garantiti… Gli ostacoli sono ancora imprevedibili ed agevolano i film a basso budget: i rischi sono minori e i profitti sono più facilmente raggiungibili. Un caso esemplare è quello di Super 8: per quanto J. J. Abrams non abbia ritrovato la sua solita affinità con il pubblico, i conti del suo team-up con Steven Spielberg si sono salvati. Il suo nuovo sci-fi ha iniziato a generare utili ed ha migliorato il riuscito esperimento di Cloverfield. Se le spese si tengono basse, il rischio di perdite sanguinose viene ridotto: anche la stella offuscata di Jim Carrey può dire di essersela cavata. Mr. Popper's Penguins è lontano dai fasti del passato, ma non passerà alla storia come un disastro: i suoi numeri sono gli stessi del precedente Yes Man, che ormai sono diventati lo standard dell'attore. Il week-end ha prolungato la luna di miele tra Woody Allen e il mercato: è un evento tanto insolito da meritare una celebrazione. Midnight in Paris non è solo il film più distribuito del cineasta di New York: a questo punto, è anche il più visto. Arrivare a questo traguardo all'età di settantasei anni è una notizia che desta stupore…