Box Office USA 23/8/2010

Sylvester Stallone in The ExpendablesL’estate americana sta esaurendo lentamente la sua spinta e il mercato sta entrando nella tradizionale fase di letargo autunnale. Quella del 2010 resterà legata al nome di Toy Story 3 della Pixar e di Inception di Christopher Nolan, che hanno dominato rispettivamente il mese di giugno e quello di luglio. Tuttavia, la rosa dei film capaci di superare i duecento milioni di dollari complessivi deve essere allargata a titoli come Shrek Forever After della Dreamworks, Eclipse della Summit Entertainment e Despicable Me della Universal. Nel frattempo, il week-end non ha trovato nessun titolo capace di spodestare The Expendables di Sylvester Stallone, che ha mantenuto la vetta senza compiere particolari sforzi. All’esordio, la sua banda di mercenari aveva sorpreso tutti, mentre adesso appare in grado di raggiungere la soglia dei cento milioni di dollari. Per Sly, una cifra simile significherebbe un miracolo: pur considerati dei successi, i suoi precedenti tentativi di rientrare al centro dell’attenzione non l’avevano nemmeno avvicinata. Adesso, la sua folle scommessa è stata premiata dal pubblico, che ha ridato notorietà a nomi dimenticati come quelli di Jet Li, Jason Statham e Dolph Lundgren… Il fine settimana ha bruciato tutte le nuove uscite, che sono partite a cercare fortuna da un budget molto basso. Il migliore degli outsider è stato Vampires Suck, la parodia della saga di Twilight diretta dagli specialisti Aaron Seltzer e Jason Friedberg: i due non ripeteranno più i fasti della saga di Scary Movie, ma da quando si sono messi in proprio non hanno mai superato i quaranta milioni totali di Epic Movie. Forse ci si aspettava di più dalla versione in 3D di Piranha firmata da Alexandre Aja: il remake del popolare film di Joe Dante non ha sfruttato né il cast pieno di pin-up né il ritorno di Richard Dreyfuss e di Elizabeth Shue e la stereoscopia gli ha fatto guadagnare appena il sesto posto. Per il giovane talento francese è stata un’altra occasione sprecata per tentare il salto di qualità: i suoi standard restano bassi anche per un genere come l’horror.