Box Office USA 22/2/2010

leonardo di caprio in shutter island di martin scorseseOra Martin Scorsese riesce a fare centro anche al box-office. Dopo che l’Academy lo ha finalmente onorato dell’Oscar, per il regista del Queens sembra essere iniziata una nuova carriera, nata all’insegna di un ritrovato feeling con il pubblico. Fino ad adesso, il regista premiato tre anni fa per The Departed non aveva mai ottenuto dalla platea americana lo stesso riconoscimento che da decenni gli riservano le folle di cinefili di tutto il mondo. Presentato all’ultimo Festival di Berlino, il suo nuovo Shutter Island – tratto da un romanzo di Dennis Lehane, già sulla scena con Mystic River di Clint Eastwood e con Gone Baby Gone di Ben Affleck – si è presentato con quaranta milioni di dollari, che per Scorsese rappresentano il miglior incasso di tutta la carriera. Soprattutto, è balzato direttamente in vetta alla classifica, un traguardo che nella sua attività ormai quarantennale gli era capitato solo altre tre volte (per The Departed nel 2006, per Cape Fear nel 1991 e per Goodfellas nel 1990). Shutter Island ha avuto agevolmente la meglio su Valentine’s Day, che era passato alla cassa sette giorni fa: il film di Garry Marshall ha fatto il suo dovere, ha portato al cinema gli innamorati e dopo aver raccolto quasi cento milioni di dollari può lasciare la scena serenamente. James Cameron invece continua a far parlare di se: il suo Avatar ha riconquistato il podio, ha ricacciato indietro sia Wolfman sia Percy Jackson, e si appresta a superare la mostruosa soglia dei settecento milioni. Sia il film di Joe Johnston che quello di Chris Columbus si sono rivelati assai deludenti: dopo due settimane sono fermi al palo dei cinquanta milioni, bloccati dalla zavorra del loro budget. Forse l’anti Harry Potter riuscirà a cavarsela (anche se l’esito del mercato non consiglia una seconda chance) sulla piazza internazionale, mentre Benicio Del Toro in versione licantropo ha pochissime speranze di recuperare le spese. In coda, Crazy Heart ha guadagnato un’altra posizione: dopo due mesi di anonimato, il film sta sfruttando nel migliore dei modi la notorietà guadagnata con le nomination all’Oscar. Tra i titoli in lizza, è quello che è riuscito a trarre maggiori vantaggi dalle scelte dell’Academy. Dei reduci berlinesi, è uscito anche The Ghost Writer di Roman Polanski: solo quattro sale per lui, e difficilmente le lunghe code riusciranno a cambiare la sua distribuzione.

 

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