Box Office USA 9 luglio 2013

despicable me 2

L'Independence Day ha dato un'altra spinta ad un'estate memorabile. Il mattatore del week-end è stato Despicable Me 2 e i suoi cinque giorni d'esordio hanno fatto lievitare l'incasso fino a centocinquanta milioni. Il titolo della Universal conserverà questo passo? La questione della competitività con la Pixar e la Dreamworks passerebbe in secondo piano e il film potrebbe diventare uno dei maggiori successi della storia del cinema d'animazione. Le dimensioni del suo trionfo hanno persino oscurato il pesante flop di The Lone Ranger

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Il percorso dell'estate americana non è immacolato ma i suoi successi hanno avuto delle dimensioni tali che hanno distolto l'attenzione dal rumore dei flop. Il week-end dell'Independence Day è il più atteso dell'anno ed è stato emblematico: Despicable Me 2 ha fatto irruzione sulla scena con una prepotenza che ha messo in secondo piano il fallimento di The Lone Ranger. Il film della Universal non ha nemmeno preso in considerazione il confronto con il primo capitolo e sin dall'inizio ha fatto capire le sue reali intenzioni: stracciare la concorrenza di Monsters University e diventare il film d'animazione più ricco del 2013. La sfida a distanza ha avuto un primo round appassionante e si chiuderà intorno ai trecento milioni di dollari anche se questo esordio non lascia spazio a molti dubbi sull'esito finale. Despicable Me 2 ha aperto a metà della settimana e in cinque giorni ha incassato più di centoquaranta milioni: se riuscisse a mantenere questo passo anche nelle prossime occasioni potrebbe persino intimorire i record di Toy Story 3 e di Shrek 2. La tradizionale longevità dei film che appartengono a questo genere non dovrebbe tranquillizzare nemmeno Iron Man 3 e per ora c'è una sola certezza: la Illumimation non ha nessun problema a rivaleggiare con la Dreamworks e la Pixar. Il suo exploit ha attutito il tonfo di The Lone Ranger e ha smorzato i suoi effetti deleteri sul mercato. Il kolossal estivo della Disney ha impiegato pochissimo tempo per confermare tutti i dubbi che avevano accompagnato il suo arrivo nelle sale di tutto il mondo. Il primo dato è di cinquanta milioni e questa cifra ha radicalmente modificato le sue prospettive. La reunion di Johnny Depp, Gore Verbinski e Jerry Bruckheimer aveva fatto sperare in una ripetizione dei fasti di Pirates of the Caribbean ma questi numeri rievocano l'incubo di John Carter… Il panorama worldwide offre poche occasioni di riscatto: il riferimento dell'eroe western degli anni quaranta è lontano nei ricordi della cultura americana ed è praticamente estraneo a quella europea. L'impresa di recuperare un budget da duecento milioni è proibitiva e Jerry Bruckheimer si dovrà ad un altro franchise mancato dopo l'esperienza di Prince of Persia. La commedia si sta ricompattando dopo la delusione di The Hangover Part III: il Wolf Pack ha vissuto una disavventura mondiale che ha mestamente messo fine alla saga di Todd Phillips. La ripresa è lenta ma incoraggiante: The Heat viaggia a vele spiegate verso i cento milioni e Melissa McCarthy ha tutte le carte in regola per migliorare se stessa e il precedente di Identity Thief di Seth Gordon. L'assenza di fiammate non ha impedito a This Is the End e all'all-star apatowiano di mantenere la speranza di un ingresso in questo club ristretto. I primi giorni di Grown Ups 2 con Adam Sandler diranno l'ultima parola su quale è stata la commedia dell'estate.

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