Box Office USA 16 dicembre 2013

lo hobbit the desolation of smaug

The Desolation of Smaug conquista il primo posto ma non sfonda nelle simpatie del pubblico americano. Il secondo capitolo della saga tolkieniana ha debuttato con settantatre milioni di dollari e ha perso rispetto a An Unexpected Journey. Il progetto produttivo di The Hobbit ha dei numeri molto interessanti soprattutto a livello mondiale ma è lontano dalla precedente trilogia di The Lord of the Rings. L'obbiettivo finale è intorno ai duecentocinquanta milioni ma il periodo natalizio potrebbe riservare delle sorprese.

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L'asso natalizio del 2013 ha parzialmente mancato l'appuntamento con il pubblico: The Desolation of Smaug ha esordito al primo posto ma ha raccolto settantatre milioni di dollari. La cifra rappresenta il quinto debutto della storia di dicembre e solo un'analisi approfondita potrebbe definirlo un insuccesso: un giudizio che suonerebbe ancora più inadeguato davanti ad un bottino worldwide che ha subito sfondato il muro dei cento milioni. I punti di riferimento con cui The Desolation of Smaug doveva confrontarsi non lasciano spazio al dubbio: il secondo capitolo della nuova saga tolkieniana ha incassato meno di An Unexpected Journey. La nuova trilogia di Peter Jackson è lontanissima dai fasti di The Lord Of the Rings e questo gap è una chiara delusione per la Warner Bros. Il pericolo del flop non è da prendere in considerazione ma è un dato di fatto che il progetto di The Hobbit è andato al di sotto delle aspettative che lo avevano accompagnato. La sensazione è che il film abbia attirato soltanto lo sterminato fandom dello scrittore fantasy ma non abbia fatto breccia sugli altri spettatori. Una chiusura intorno ai duecentocinquanta milioni sarebbe una buona ancora di salvezza e limiterebbe la distanza da The Desolation of Smaug a cinquanta milioni. L'albero non ha portato fortuna nemmeno a Tyler Perry: il commediografo afroamericano è tornato al suo personaggio più amato con A Madea Christmas ma la popolare matriarca della sua saga familiare ha mostrato dei segnali di cedimento. Il budget limitato dei suoi film è un vantaggio ma il regista ha perso il monopolio della sua audience di riferimento: i settanta milioni di The Best Man Holiday di Malcolm D. Lee è quasi irraggiungibile. Le valutazioni possono essere deformate dalle imprevedibili tenute festive: i film tendono ad essere più longevi del solito e possono risalire un'apertura che li vedeva in difficoltà. Il week-end è stato sostenuto soprattutto da Frozen della Disney e dagli ultimi sussulti di Catching Fire: i due titoli hanno abbandonato il primo posto ma hanno ancora un ottimo passo. Il grande revival tradizionalista dell'adattamento della favola di Hans Christian Andersen si è arrampicato fino a centosettanta milioni e ormai è nella scia di Tangled del 2010. Catching Fire sta spingendo per superare il suo precedente primato di quattrocento milioni: le nuove imprese di Katniss Everdeen hanno un margine di venti milioni e possono ancora raggiungere Iron Man 3 dell'anno e diventare il film più ricco dell'anno.

 

 

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