Box Office USA – Il commento

La storia commerciale di Tim Burton ha vissuto sempre tra alti e bassi ma le delusioni consecutive che sono arrivate dopo il memorabile exploit di Alice in Wonderland del 2010 e il suo incasso worldwide da un miliardo di dollari avevano rafforzato la percezione che il suo rapporto con il pubblico americano si fosse definitivamente incrinato. Il debutto di Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children non ha migliorato questa sensazione per quanto l’adattamento dello young adult di Ransom Rigg abbia conquistato facilmente il primo posto della classifica.
La sua nuova dark tale gli ha fatto trovare un budget importante ma l’esordio non ha toccato nemmeno i trenta milioni di dollari e la vittoria contro Deepwater Horizon di Peter Berg è stata poco onorevole. La sua stima finale dovrebbe aggirarsi poco sotto i cento milioni e il recupero delle spese dipenderà dal comportamento del titolo sulla scena internazionale. Il regista manca l’obbiettivo da ben sei anni e raramente aveva vissuto un digiuno così lungo verso la quota minima per determinare il successo o il flop di un blockbuster. La sopravvivenza cinematografica della saga letteraria che nelle librerie è arrivata al terzo capitolo traballa e così la possibilità di Asa Butterfield di trovare un personaggio duraturo. Questo sarebbe il suo secondo tentativo fallito dopo il flop di Ender’s Game del 2013 e l’età anagrafica dell’attore suggerisce che questa fosse la sua ultima possibilità per imporsi in un franchise per teen-ager.

Il resoconto del week-end non è stato più benevolo con Mark Wahlberg nonostante l’attore avesse tentato di ripetere la buona prestazione di Lone Survivor del 2013 riproponendo il ticket con il regista Peter Berg. La coppia questa volta ha funzionato meno nonostante il traino di un cast arricchito da Kurt Russell e da Kate Hudson e dalla memoria collettiva di una storia vera. Il conseguimento dei cento milioni è ugualmente complicato e il passo falso iniziale di Deepwater Horizon conferma il paradosso di un attore che fa sempre grandi numeri nella commedia ma ancora non si è ritagliato una parte da star nel suo terreno naturale dell’action.
Denzel Washington non vive questo problema e The Magnificent Seven sta rispettando tutte le aspettative della viglia almeno sul mercato interno con una confortevole marcia verso gli ottanta milioni. Il divo afroamericano sta portando il film verso quelle che sono le sue cifre standard e sta onorando le sue garanzie sull’investimento anche se il rendimento all’estero è stato al di sotto delle speranze della Sony.

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Il film dell’autunno resta senza dubbio Sully di Clint Eastwood e il nuovo film del cineasta ottantaseienne ha festeggiato l’ingresso nel club da cento milioni di dollari: è il ventesimo film del 2016 ad essere ammesso in questa lista. Il modo in cui la vicenda reale dell’ammaraggio di un aereo di linea sull’Hudson ha fatto presa sul pubblico è forse il motivo per cui Deepwater Horizon ha trovato un pubblico già saturato. Tom Hanks ha festeggiato un traguardo che gli mancava da Angels & Demons del 2009 e ora spera di ripeterlo già a fine mese con il suo ritorno nei panni del popolare eroe dei romanzi di Dan Brown. La sua nuova avventura è ormai pronta ad arrivare nelle sale visto che l’uscita di Inferno di Ron Howard è programmata per la fine di questo mese.

Gli incassi USA del weekend

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