Brooklyn, di John Crowley

Dramma sul sogno americano dallo stile classico che riesce comunque a mantenere una salda coerenza grazie a una chiarezza di intenti e a una buona capacità espressiva

Il sogno americano, come riflessione sui legami affettivi e culturali, risplende in questo dramma diretto dall’irlandese John Crowley. Si avverte lo sforzo da parte del regista e dello sceneggiatore Nick Hornby di adattare l’omonimo romanzo di Colm Tóibín senza tradire lo spirito originale dell’opera, che affronta un tema poco trattato quale l’emigrazione irlandese in America. Sotto questo punto di vista il film offre uno spaccato interessante, e per certi versi nostalgico, filtrato attraverso lo sguardo di Eilis (Saoirse Ronan), una giovane irlandese che all’alba degli anni ’50 lascia la madre e la sorella per iniziare una vita migliore a New York. Qui trova subito lavoro e incontra un ragazzo di origini italiane di cui si innamora; ma un tragico evento la riporta nella sua terra, a un passato che sembrava privo di prospettive e che la metterà di fronte a una scelta importante e definitiva.

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Brooklyn assomiglia a una di quelle pellicole misurate con il centimetro che sanno perfettamente quando far ridere lo spettatore e quando invece è opportuno frenare il divertimento con una dose non troppo eccessiva di dramma. Seguiamo la protagonista con vivida empatia: esultiamo dei suoi successi e partecipiamo del suo dolore come se fosse l’eroina di u39brooklyn0611an romanzo ottocentesco; nonostante le varie peripezie che deve superare, sappiamo che per lei il lieto fine è assicurato. Magari la storia si chiuderà anche in modo simile a come era iniziata, tanto per rispettare un noioso e pedante equilibrio.

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Per fortuna non tutte le “pizze” escono col buco. A fronte di uno stile classico o di maniera, Brooklyn mantiene comunque una salda coerenza che evidenzia una chiarezza di intenti e una buona capacità espressiva. Il percorso di formazione della protagonista, che da figlia e sorella minore diventa una donna tranquilla, si riflette in una presenza apparentemente secondaria come la città, nucleo pulsante di tensioni e problematiche irrisolte: da una parte la verde cittadina di Enniscorthy che l’ha vista crescere, dove i ragazzi escono sempre in blusa e con la brillantina in testa; dall’altra la cangiante Brooklyn che anticipa i tempi lanciando mode e rivoluzioni sociali. Una dialettica non troppo accentuata che dà respiro all’impianto narrativo manifestandosi nelle affascinanti ambientazioni (e negli eleganti abiti color pastello): immense e silenziose brughiere, tavole calde con sedili in pelle e jukebox, raffinati centri commerciali e passeggiate lungo Coney Island mentre si addenta dello zucchero filato. Per qualche attimo sembra di essere davvero in quei posti e ci si dimentica del resto.

Titolo originale: id.
Regia: John Crowley
Interpreti: Saoirse Ronan, Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent, Emily Bett Rickards, Julie Walters
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 113’
Origine: Irlanda, Gran Bretagna 2015

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