Bud Spencer, niente più cazzotti

Il nostro profilo approfondito sul celebre attore scomparso domenica. Dalle tappe più importanti della carriera alle tracce indelebili che ha lasciato nel nostro immaginario

I siti stranieri di oggi gli hanno dato un enorme attenzione. BBC News lo ha definito come una delle star degli spaghetti western. Bild ha pubblicato una delle sue ultime intervista e diversi approfondimenti. El Mundo lo ha definito come “el mitico actor italiano”. e gli danno spazio, tra gli altri, Le Monde, El Pais, Mirror fino all’iraniano Mehrnews.

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I ricordi dei film di Bud Spencer erano legate alle arene. Dove d’estate si potevano vedere Chi trova un amico trova un tesoro ma anche Anche gli angeli mangiano fagioli o Lo chiamavano Trinità. Ed ogni scazzottata che faceva con Terence Hill era una festa. Ti lasciava in apprensione, ma poi sapevi che arrivava lui, quell’uomo gigantesco con la barba, che assieme al suo compare sistemava tutto. A scuola mimavano le sue scazzottate. Qualche volta ce le davamo per davvero. Alle medie, quando uno di due anni più grande di me mi rubò la sciarpa dell’Inter dopo che i nerazzurri avevano battuto la Roma 3 a 2 in un match dove era stato espulso Falcao. Lui era più grande di me. L’aveva portata al gabinetto, l’aveva gettata nel water e poi tirato lo sciacquone. Gli sono andato addosso e, anche se consapevole di avere la peggio. Mi immaginavo di ingrandire all’improvviso come Bud Spencer e dagli una botta nel capo che l’avrebbe steso. Oppure speravo che comparisse lui al mio fianco. Superfantagenio sarebbe stato di qualche anno dopo ma io già avevo prima del 1986 l’immagine di quell’omone di oltre un quintale e quasi due metri di altezza che usciva dalla lampada.

bud spencer terence hill lo chiamavano trinità

Gli spaghetti-western con la coppia Bud Spencer-Terence hill hanno segnato la mia adolescenza. A casa di amici a rivederci non solo i suoi ‘spaghetti’ o ‘fagioli’ western’ ma anche la fantastica tetralogia di Piedone diretta da steno. Lì era uno dei due miti di poliziotti. L’altro era er Monnezza di Tomas Milian. io e il mio amico che aspettavamo in tv i loro film come se fosse l’ora della messa. Quando i nostri genitori volevano portarci, riuscendoci, a vedere La città delle donne di Federico Fellini o Stardust Memories di Woody Allen. “Forse questi film vanno visti due volte per capirli” provava a dire sommessamente il mio amico per tentare di giustificare in modo imbarazzante quella drammatica scelta al cinema. “No, no basta una”. Replicavo io. Che pensavo anche a Lo chiamavano Bulldozer o Io sto con gli ippopotami.

Si chiamava Carlo Pedersoli, era nato a Napoli nel quartiere di Santa Lucia nel 1929 nello stesso palazzo di Luciano De Crescenzo con cui era andato alle elementari. Poi si era trasferito a Roma e, nel 1947 a rio de Janeiro. Lui, pur bravissimo a scuola, aveva dovuto abbandonare gli studi.

bud spencer terence hill altrimenti ci arrabbiamoTornato in Italia, si era messo in luce come un bravissimo nuotatore; è stato infatti il primo italiano ad andare sotto il minuto nei 100 m a stile libero nel 1950 ed è stato anche con la nazionale. Ma ha giocato anche come seconda linea nel rugby. Il suo fisico massiccio viene notato nell’epoca dei peplum nella Hollywood sul Tevere. E’ comparso non accreditato in Quo vadis? (1951) di Mervyn Leroy e Addio alle armi (1957) di Charles Vidor, mentre come Carlo Pedersoli è in Un eroe dei nostri tempi (1955) di Mario Monicelli dove aveva già iniziato a dare botte nei panni del fidanzato di Giovanna Ralli e in Annibale (1959) di Carlo Ludovico Bragaglia ed Edgar G. Ulmer dove è stato nello stesso cast ma non ha incontrato proprio Mario Girotti, poi diventato Terence Hill.

bud spencer charlestonHa partecipato alle Olimpiadi di Roma nel 1960 poi ha chiuso col nuoto. E anche il cinema non sembrava la sua strada anche se si era sposato con Maria Amato, figlia del celebre produttore Peppino. Ancora una metamorfosi; in quel periodo ha iniziato a scrivere canzoni per Ornella Vanoni e Nico Fidenco. Ma poi nel 1964 gli è morto il suocero e scaduto il contratto con la RCA. Carlo doveva mantenere la famiglia. E’ diventato produttore per la Rai fino a quando Giuseppe Colizzi gi ha offerto un ruolo in Dio perdona…io no (1967), in cui ha fatto coppia per la prima volta con Terence Hill. Insieme poi hanno girato 16 film Lì entrambi hanno cambiato i loro nomi e Carlo Pedersoli ha scelto Bud Spencer in omaggio a Spencer Tracy. Il film è stato il primo di una trilogia western proseguita poi con I quattro dell’Ave Maria (1969) e La collina degli stivali (1969). Nel 1970 viene poi diretto da Giuliano Montaldo in Got Mit Uns (Dio è con noi) ambientato negli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale in cui ha interpretato il Caporale Jelinek, furiere della compagnia canadese. Nello stesso anno l’accoppiata Spencer-Hill ha raggiunto un grandissimo successo con Lo chiamavano Trinità di E.B. Clucher (nome d’arte di enzo Barboni) in cui l’attore ha disegnato uno dei più celebri personaggi, Bambino, uno sceriffo lestofante che sta progettando un furto di cavalli ai danni di un ricco allevatore e ritrova il fratello Trinità. Il film è stato un grande successo al botteghino e ha rinnovato gli spaghetti western inserendoci l’elemento parodistico. Dopo il sequel …continuavano a chiamarlo Trinità dell’anno successivo, la coppia è stata ancora protagonista, tra gli altri, di …più forte ragazzi (1972), …altrimenti ci arrabbiamo di Marcello Fondato e Porgi l’altra guancia di Franco Rossi – entrambi del 1974 che si sono piazzati ai primi posti dei film più visti – I due superpiedi quasi piatti (1977), di E.B. Clucher, Pari e dispari (1978) di Sergio Corbucci, Io sto con gli ippopotami (1979) di Italo Zingarelli, Chi trova un amico, trova un tesoro (1981) sempre si Sergio Corbucci, Nati con la camicia (1983) e Non c’è due senza quattro (1984) di E.B. Clucher e Miami Supercops – I poliziotti dell’8° strada (1985) di Bruno Corbucci. Dopo una separazione di 9 anni, i due hanno ricominciato a dare cazzotti insieme in Botte di Natale (1994) per la regia di Terence Hill.

bud spencer cantando dietro i paraventiNel corso della sua carriera ha lavorato anche con Dario Argento (Quattro mosche di velluto grigio, 1971), Carlo Lizzani (Torino nera, 1972) e Tonino Valerii (Una ragione per vivere e una per morire, 1972). Ma è stato decisivo un altro incontro, quello con Steno, che gli ha cucito addosso un altro celebre personaggio, quello del commissario Rizzo detto Piedone che è stato al centro di altra saga di successo, inaugurata con Piedone lo sbirro (1973) e proseguita con Piedone a Hong Kong (1975), Piedone l’africano (1978) e Piedone d’Egitto (1980). I due hanno poi collaborato ancora insieme in Banana Joe (1982). E’ anche apparso in Fuochi d’artificio (1997) di Leonardo Pieraccioni nei panni del chitarrista cieco Gandhi e soprattutto Ermnanno Olmi lo ha scelto come protagonista di Cantando dietro i paraventi (2003) dove è stato il vecchio Capitano Andorrano.

Tra i molti titoli di Bud Spencer, oltre a Superfantagenio, ce ne sono due a cui si è particolarmente affezionati. Il primo è Charleston (1977) di Marcello Fondato dove la sua figura di truffatore ha ricalcato quasi quella di Paul Newman-Robert Redford in La stangata (1973). L’altro è Bomber (1982) di Michele Lupo (che lo aveva diretto anche in un altro celebre cult, Lo chiamavano Bulldozer del 1978) dove è stato una vecchia gloria della boxe che prende un pugile sotto la sua ala protettrice e ha fatto coppia con Jerry Calà.

In tv ha spopolato soprattutto con Big Man (1987) premiato con il Telegatto come migliore serie tv della stagione, riconoscimento ottenuto anche per Detective Extralarge (1991-93).  Popolarissimo in Germania, inserito da Time come uno degli attori italiani più popolari al mondo in un sondaggio in occasione della Notte degli Oscar dove ha partecipato La vita è bella (1997) di Roberto Benigni, nel 2010 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera.

Uno forse dei volti più noti del cinema italiano degli ultimi 50 anni, capace di entrare in un immaginario che abbraccia il pubblico di ogni età. Bud Spencer ha lasciato il segno. Ci sono sempre i suoi molti film, pieni di energia e comività. Quelli con Terence Hill in tv vanno sempre alla grande. Il rumore dei suoi cazzotti si continuerano a sentire. E tutte le mosse per darli saranno sempre un modello da imitare.

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