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Buffalo Kids, di Juan Jesús García Galocha e Pedro Solís

Seppur sia tarato su un pubblico infantile, rispetta sempre l’intelligenza dei suoi spettatori di riferimento, senza mai compiacerli. Anche (e soprattutto) quando tocca delle tematiche più delicate

Il tema del viaggio, nel cinema d’animazione di stampo occidentale (e popolare), si configura sempre come un potente strumento di rivelazione per il giovane protagonista che lo esperisce. Da Alla ricerca di Nemo a Spirit, passando per Le avventure di Tintin. Il segreto dell’Unicorno, lo spostamento forzato verso un luogo altro è il prodromo e al tempo stesso il manifesto di un fenomeno di scoperta del sé, tale da anticipare una maturazione che arriva solo al termine del superamento, da parte del personaggio, degli ostacoli che il mondo adulto gli frappone nel suo cammino evolutivo. Questo insieme di suggestioni, come era lecito aspettarsi, ritorna anche in Buffalo Kids: ma nel film degli spagnoli Galocha e Solís il viaggio si carica di connotazioni ulteriori, forse meno soggettivanti rispetto a quelle osservate in tante narrazioni omologhe, e più apertamente sociologiche o culturali. Al punto che il movimento spaziale diventa, agli occhi di due giovani fratelli irlandesi, il magnete su cui convergono tutti i temi del racconto, dalle tribolazioni degli immigrati europei, alla disabilità fino alle tensioni razziali dell’America di fine Ottocento.

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Ci troviamo nell’ottobre del 1886, mese in cui la città di New York sta per inaugurare la Statua della Libertà inviata al popolo statunitense dai francesi come segno della contiguità culturale tra le due più grandi repubbliche democratiche dell’Ovest. Mary e Tom sono appena approdati al porto cittadino dalla lontana Irlanda, e attendono che lo zio li accolga per poter offrire loro quel senso di familiarità che la vita ha negato ai due bambini dopo la perdita improvvisa dei genitori. Ma del fratello del padre non c’è traccia, perciò i protagonisti di Buffalo Kids decidono di prendere un treno che li porti fino a San Diego, lì dove è domiciliato lo zio. E nei vagoni del mezzo, su cui sono saliti grazie ad una fortuita concatenazione di eventi, stringono amicizia con Nick, un loro coetaneo affetto da paralisi cerebrale, poco prima che il treno venga assalito da alcuni banditi con intenzioni non troppo edificanti.

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Per quanto Buffalo Kids, nella storia, nelle peculiarità caratteriali dei piccoli personaggi così come negli intenti comunicativi, si equipari ai classici film d’animazione generazionali, tarati su un pubblico infantile, il lungometraggio ha la capacità (e il coraggio) di rispettare l’intelligenza dei suoi spettatori di riferimento, non arrivando mai a tradirli né a compiacerli. Anche – e soprattutto – quando tocca delle tematiche più delicate, come quella della disabilità, di cui offre un ritratto mai sensazionale né patetico, al punto che lo stesso Nick non viene definito dalla condizione patologica di cui è affetto, ma dal suo sistema di valori o dallo spettro emotivo che lo contraddistingue. E il film riesce a porre il bambino sullo stesso identico piano (drammaturgico, e anche identitario) dei suoi compagni proprio perché esalta il tema del viaggio, e dello spostamento in un luogo altro da parte di Mary e Tom, a catalizzatore delle istanze filosofiche su cui si fonda il racconto, e non a mero volano della maturazione dei due bambini.

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E per quanto la discesa sul finale verso i registri dell’action appiattisca il film, rendendolo più omologato e meno intenso, è pur vero che Buffalo Kids riesce a trovare, soprattutto nelle sue sequenze intimiste o smaccatamente ironiche, una sensazione di lirismo non così semplice da individuare in un testo simile.

Titolo originale: id.
Regia: Juan Jesús García Galocha e Pedro Solís
Voci: Mia Pérez Ullod, Jaume Solà, Javier Cassi Gimeno, Federico Bote Bubaila, Isabel Valls, Ricky Coello, Oscar Barberán, Alfonso Vallés, Miguel Angel Jenner, Celia Sol, Pep Ribas, Miquel Bonet, lara Berto Areta, Martina Ramirez, Laia Vidal
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 83′
Origine: Spagna, 2024

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.3
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Il voto dei lettori
2.8 (5 voti)

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