Bussano alla porta. Incontro con M. Night Shyamalan

Un film che ti pone di fronte ad un interrogativo, sei disposto a sacrificare qualcuno che ami per salvare l’intera umanità? Ecco cosa ha raccontato il regista durante la presentazione del film a Roma

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Con Bussano alla porta, tratto dal romanzo di Paul Tremblay La casa alla fine del mondo, M. Night Shyamalan continua quel filone cinematografico che ci interroga su argomenti quali la morte, gli orrori del mondo e la speranza. Che cosa faresti se quattro sconosciuti ti mettessero di fronte ad una scelta: sacrificare un membro della tua famiglia o l’intera umanità?

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Bussano alla porta ha molti riferimenti alla Bibbia, al sacrificio e all’Apocalisse “sono sempre stato affascinato dalle mitologie religiose, di come si manifesterebbero nel mondo se fossero reali”, afferma il regista, “quando ti rendi conto che le figure bibliche non sono altro che persone comuni confuse e perse, ma che hanno questa specie di significato. Tutti noi siamo importanti del decidere che cosa succede l’uno dell’altro e per l’altro. Ho riflettuto su molte di queste cose, qual è la storia in cui crediamo?”

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Il romanzo di Tremblay si sposa perfettamente le tematiche più comuni di Shyamalan, non solo l’apocalisse e la fine del mondo, ma anche la famiglia e il ruolo di persona ordinaria nella storia. “La storia era cosi evocatrice di tutte le cose che io cerco nelle mie idee. Il senso di paura, gli elementi soprannaturali, lo svolgimento in un unico ambiente e l’aspetto centrale della scelta tragica, sono la ragione che mi ha spinto a farlo. Ma quello che mi interessava era raccontare una versione diversa, non una trasposizione cinematografica del libro. Ciò che è interessante è cosa faresti se ti dovessi trovare in quella situazione? Non c’è una risposta, la devi trovare”.

Bussano alla porta mette in evidenza l’amore per Shyamalan per il vecchio stile “ciò che mi è piaciuto di questa storia è il fatto che si avvicina al cinema che preferisco. Ho chiesto alla Universal di usare un loro vecchio logo. Le lenti usate sono degli anni Novanta, alcune anche degli anni Cinquanta. Strumenti pesanti e poco pratici rispetto a quelle che si usano oggi. C’è della bellezza in tutto questo. Preferisco limitare il linguaggio. Anche con la fotografia e la tavola dei colori siamo stati molto rigidi”.

L’apocalisse è un tema già affrontato in precedenza da Shyamalan nel film E venne il giornola differenza è che in E venne il giorno il destino dell’umanità era già segnato. In Bussano alla porta sono i personaggi a prendere una decisione”, dichiara il regista. “Ciò permette di percepire l’importanza delle scelte. Siamo tutti capaci di fare cose orribili in alcune situazioni, ma anche di fare cose meravigliose. In E venne il giorno questo era molto categorico, mentre in Bussano alla porta si pongono più domande a riguardo”.

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