Buster Keaton in copertina su Film Tv

buster keaton su film tvA tutto Buster: sulla copertina del nuovo numero Keaton osserva incuriosito la sfida che lanciamo a chiare lettere, sfidando sei tra storici e critici cinematografici a schierarsi dalla parte di uno dei due mostri sacri: Buster, appunto, o Chaplin. La sfida è aperta, in occasione dell'uscita di un antologico volume dedicato al "comico triste" (Il cinema di Buster Keaton – Sherlock jr., Falsopiano) da uno dei suoi maggior studiosi: Francesco Ballo, che intervistiamo.

Occhi puntati sulla seconda vita di Matthew McConaughey, fino a un paio di anni fa relegato a commedie romantiche fatte con lo stampino, oggi acclamato interprete di drammi intensi: l'ultimo, Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée (dal 30 gennaio al cinema), al centro la storia vera di un omofobo texano malato di Aids che fronteggiò le case farmaceutiche, ha 6 nomination all'Oscar e forse gli farà conquistare la statuetta. Intanto, noi compiliamo la filmografia e tracciamo una radiografia di come il cinema ha trattato il tema bollente dell'HIV.

Intervista a Francesco Patierno, che si presenta in sala con un lavoro apparentemente uguale a molti altri (una commedia, protagonisti Claudio Bisio, Margherita Buy e Diego Abatantuono, La gente che sta bene), in realtà amaro e non accomodante. Lui ci spiega perchè.

In soli due giorni, 28 e 29 gennaio, su FoxCrime Hd alle 21, si conclude la serie tv poliziesca inglese Luther, con la terza e ultima stagione. Il detective che le dà il nome è interpretato da Idris Elba, attore in ascesa (presto interpreterà Mandela in A Long Walk to Freedom) che ci parla del personaggio e del suo rapporto con la nemica/amica/amante Ruth Wilson.

Jared Leto, coprotagonista di Dallas Buyers Club, apre gli Scanners con un'altra grande performance nel magnifico e caleidoscopico mélo fantascientifico Mr. Nobody di Jaco Van Dormael: la storia, anzi le tante storie, di un uomo, attraverso plurimi generi cinematografici. Disponibile su vimeo.com l'opera sperimentale di Luca Ferri Ecce Ubu, che rielabora una serie di materiali d'archivio omaggiando il cinema pur proponendosi come suo canto del cigno. L'esordio horror di Valeri Milev, Code Red, parte da un orrore storico per immergersi in un nuovo ideale filone: quello dei commie zombie.

La rubrica Muzik celebra i Mogwai, band scozzese dalle sonorità elettroniche quasi robotiche, alle spalle una carriera monstre, ora anche responsabili dell'inquietante colonna sonora della serie tv francese Les Revenants: uscito il 21 gennaio, il loro nuovo disco Rave Tapes si prepara a far tremare l'Estragon (Bologna) e l'Alcatraz (Milano). Il trio dei There Will Be Blood, rock italiano, col secondo disco Without (Ghost Records) proseguono a raccontare la medesima storia che scorre in tutte le loro canzoni. Italiana è anche la sorpresa Levante, che ha gorgheggiato il tormentone dell'estate 2013, Alfonso, e ora continua a spaccare con il nuovo singolo Sbadiglio.

La Watchlist presenta uno dei primi lavori di Ken Loach, Kes (1969) inedito in Italia, una piccola storia di amicizia tra le pieghe del dramma della working class. Più recente (del 2007) è An American Crime di Tommy O'Haver, mai uscito benchè forte di due intense protagoniste (Ellen Page e Catherine Keener) e di una storia cupissima tra manipolazione e thriller psicologico.

Questa settimana il Telepass, riflette sul proliferare sul piccolo schermo della moda-medioevo (anche fantastico, come in Il trono di spade o Camelot, oppure più aderente alla storia, come I Tudors) mentre approda su La7 da domenica la miniserie firmata Ken Follett, Mondo senza fine, sequel di I pilastri della terra, già trasposto in tv. Al centro del racconto, la storia d'amore tra Caris e Merthin sullo sfondo delle vicende dell'immaginaria cittadina inglese Kingsbridge.

Se la cover è dedicata a Keaton, spazio a Charlot nella Locandina: il film è il capolavoro La febbre dell'oro, da lui scritto, diretto e interpretato. Attenzione al retro: vi indichiamo l'iniziativa della Cineteca di Bologna, Il Cinema Ritrovato al Cinema, che da settembre ripropone grandi classici restaurati. Tra questi, il 3 febbraio, proprio La febbre dell'oro.