Cahiers du Cinéma chiude il 2025 con una copertina dedicata a L’agente segreto
Il numero di dicembre della famosa rivista celebra i film che raccontano il presente con coraggio, con una copertina dedicata a Kleber Mendonça Filho e un’intervista esclusiva a Cindy Sherman
In arrivo nelle librerie e online l’ultimo numero del 2025 di Cahiers du Cinéma, la storica rivista di critica cinematografica francese. Un appuntamento particolarmente importante per tutti i lettori della rivista, che raccoglie la summa di tutte le opere che, secondo la redazione, meglio incarnano il potere del cinema di raccontare attraverso nuove visioni del reale un mondo attraversato da tensioni politiche, crisi culturali. In un anno segnato da violenti conflitti, la rivista sembra voler affermare che il cinema resta uno dei pochi spazi dove la complessità può essere mostrata con sincerità. Come scrive nell’editoriale Marcos Uzal: “Mentre stupidità e disinformazione sembrano guadagnare terreno nelle controversie dei dibattiti televisivi, i registi continuano a offrire modi di pensare alla storia e alla geografia attraverso sensibili cambiamenti”. Il cuore del numero editoriale ruota attorno alla selezione della Top 10 dell’anno e L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, in copertina del numero, è l’emblema perfetto per rappresentare il criterio che ha guidato la redazione nello scegliere i migliori titoli del 2025. Il film infatti rappresenta perfettamente il modo in cui il cinema può aiutarci a leggere il mondo. L’agente segreto spiegano: “ci immerge nei meandri della storia brasiliana della seconda metà del XX secolo, attraverso uno stile narrativo e di montaggio che scava nei segreti e ne scandaglia la memoria confusa”. È proprio questo rapporto tra linguaggio cinematografico e storia che la redazione ha voluto esaltare, trovando nel film di Mendonça Filho l’antidoto alle derive di questi anni.

Accanto agli approfondimenti sui film usciti quest’anno, trovano spazio anche articoli su riedizioni. Tra cui L’ uovo dell’angelo del 1985 di Mamoru Oshii film di culto dell’animazione giapponese, tornato nelle sale in occasione del suo 40esimo anniversario e Un sogno lungo un giorno del 1981 di Francis Ford Coppola. A impreziosire questo numero, figura anche l’intervista con Cindy Sherman, artista che nel tempo ha trasformato la fotografia in un terreno di sperimentazione radicale giocando con il concetto d’ identità e con le convenzioni visive imposte dai media. La presenza dell’intervista a Cindy Sherman rappresenta un invito a riflettere non solo su “cosa raccontiamo”, ma su come raccontiamo.
Corso online PRODUZIONE del DOCUMENTARIO con Raffaele Brunetti dal 5 febbraio

-----------------------------------------------------------------






















