CANNES 58 – Parte il festival sulla Croisette

In attesa dei grandi colpi, si sono ultimati i preparativi per la 58° edizione del festival di Cannes che si è aperta direttamente con un deludente film delconcorso, "Lemming" di Dominik Moll. Le riviste specializzate francesi intanto dedicano ampi speciali alla manifestazione

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Le riviste specializzate francesi già annunciano, in qualche modo, quelli che potrebbero rappresentare gli eventi più significativi di questa 58° edizione del festival di Cannes. I Cahiers du cinéma hanno in copertina Sharon Stone, protagonista di Broken Flowers di Jim Jarmusch. Studio invece spara in prima pagina il volto di Rosario Dawson in Sin City di Frank Miller e Robert Rodriguez. Première infine punta sull'evento del terzo episodio ddi Gorge Lucas, Star Wars: episode III – Revenge of the Sith.

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Nella giornata intanto c'è stata anche la conferenza stampa con la presentazione ufficiale della giuria, composta da Emir Kusturica (Presidente), i registi Agnès Varda, Fatih Akin (vincitore a Berlino due anni fa per La sposa turca), Benoît Jacquot e John Woo, gli attori Salma Hayek, Javier Bardem e Nandita Das e la scrittrice Toni Morrison.

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In attesa dei primi fuochi Cannes sembrava quasi una luogo normale, ma già poco prima della serata inaugurale il traffico nei pressi del Palais du Cinéma e sulla Croisette si è letteralmente paralizzato, con il pubblico in attesa dei primi divi, stavolta francesi: Charlotte Gainsbourg, André Dussolier, Charlotte Rampling e Laurent Lucas (Pola X e Tiresia), protagonisti del film in concorso Lemming che ha inaugurato questa edizione. Il titolo prende il nome da quello di un roditore della Scandinavia che, casualmente, ottura il lavandino dell'abitazione dei giovani protagonisti, Alain (Lucas) e Benedicte (Gainsbourg). Lui è un brillante ingegnere che si è trasferito da poco in una nuova città e una sera decide di invitare a cena il suo principale Richard Pollock (Dussolier) e la moglie Alice (Rampling). L'incontro non sarà senza conseguenze. La moglie di Pollock è scostante, mette a disagio il marito e, a causa dell'imbarazzo provocato, lo costringe ad andarsene via. Moll, che a Cannes aveva già presentato nel 2000 Harry, un amico vero, costruisce un cervellotico gioco della crudeltà sospeso tra realtà e apparenza, disgregando come nell'opera precedente il tranquillo universo familiare borghese in cui un fattore esterno altera totalmente gli equilibri. Se in Harry, un amico vero, questo era rappresentato da un uomo che si presenta alla famiglia spacciandosi per un vecchio compagno di scuola del protagonista, in Lemming invece assume il volto di Alice, interpretata da un'enigmatica Charlotte Rampling. L'opera di Moll si sposta verso le forme del thriller, creando degli effetti quasi speculari tra le due donne. Ad un certo punto si vede Benedicte che parla ad Alain facendo finta di essere Alice, poi, dopo che il suo viso si oscura improvvisamente, compare la faccia della vera Alice, che si era suicidata qualche tempo prima nell'appartamento della giovane coppia. Quasi una specie di 'donna che visse due volte' oppure anche richiamo a quelle apparizione di dark lady fantasmatiche proprie dei noir statunitensi. Ma il cinema di Moll è meccanico, freddo, quasi soffocante nel modo in cui mette visivamente in atto questa destabilizzazione borghese, con squarci onirici come quello dell'invasione dei roditori scandinavi in cucina che spinge Lemming verso le zone del cinema d'oltralpe più pretenzioso ma che, al tempo stesso, non possiede alcuna tensione, che mostra i luoghi (le abitazioni dei protagonisti, la casa in montagna, gli alberghi, l'ufficio) come potenziali territori all'interno dei quali potrebbero nascondersi oscuri segreti come nel cinema di Chabrol. Al contrario del regista di Il buio nella mente e Grazie per la cioccolata dove c'è un accumulo di elementi che esplodono, in Lemming tutto è già preordinato, calcolato sin dalla labirintica sceneggiatura, con richiami psicanalitici, dello stesso Moll e di Gilles Marchand.


Tra gli altri eventi della giornata ci saranno Kilomètre zéro di Hiner Saleem (Vodka Lemon) in concorso e, per la sezione "Un certain regard", Sangre di Amat Escalante e soprattutto L'arc di Kim Ki-duk  

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