CANNES 66 – Incontro con Jim Jarmusch, Tilda Swinton, Tom Hiddleston e John Hurt per “Only Lovers Left Alive”

jim jarmusch
Jim Jarmusch si divide tra Tangeri e Detroit per raccontare una storia d’amore senza tempo, quella tra due vampiri, Adam ed Eve, due esseri sofisticati e intelligenti che vivono nell’ombra, ai margini del tessuto sociale. Only Lovers Left Alive vede protagonisti Tilda Swinton, alla sua terza collaborazione con Jarmusch, e Tom Hiddleston

 

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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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A quattro anni di distanza da quel magnifico falso movimento che è The Limits of Control, Jim Jarmusch riabbraccia la macchina da presa e si divide tra Tangeri e Detroit per raccontare una storia d’amore senza tempo, quella tra due vampiri, Adam ed Eve, due esseri sofisticati e intelligenti che vivono nell’ombra, ai margini del tessuto sociale. Ispirato, come dice lo stesso Jarmusch, pur senza riferimenti espliciti a Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain, Only Lovers Left Alive vede protagonisti Tilda Swinton, alla sua terza collaborazione con Jarmusch, e Tom Hiddleston. Nel cast anche Mia Wasikowska, nel ruolo della sorella di Eva, e John Hurt. Jim Jarmusch torna sulla Croisette dopo aver vinto, nel lontano 2005, il Grand Prix Speciale della Giuria con Broken Flowers.  
 
 
Tutti si sono sopresi quando hanno saputo che Only Lovers Left Alive sarebbe stato un film di vampiri. Perchè hai scelto un progetto del genere?
Jim Jarmusch – Ho saputo che si facevano un sacco di soldi con i vampiri… Volevo fare un film su una storia d’amore tra vampiri. Ci sono voluti circa sette anni per realizzare questo progetto. A parte i film commerciali sul genere, amo da sempre il cinema che racconta i vampiri. Con Tilda Swinton abbiamo parlato di questa sceneggiatura sette anni fa per la prima volta, poi è nato un personaggio per John Hurt e entrambi non hanno mai abbandonato il progetto. E’ stato molto difficile realizzare Only Lovers Left Alive, ma loro non hanno mai mollato, anche quando le cose si mettevano male, Tilda semplicemente diceva di aspettare il momento giusto per fare il film. Alla fine ha avuto ragione, perchè eccoci qua!
 
Il nome del tuo personaggio, Christopher Marlowe, si intrccia con l’idea di autorialità…
John Hurt – Non ho mai pensato a tutte le implicazioni che questo nome si porta dietro, finchè un giorno ho fatto una lunga chiacchierata con Jim Jarmusch sul l’autorialità e argomenti del genere. Non posso dire esattamente come tutto questo si incastri nel film, ma lo fa nella mente di Jim. E con Jim puoi solo lasciarti andare alle sue visioni interiori e fidarti ciecamente, perchè così funziona con Jim. Io penso che volesse che Marlowe fosse ancora vivo e per far resistere qualcuno al tempo, bisogna trasformalo in vampiro…
 
Come è stato lavorare con Affonso Goncavales, il montatore del film?
Jim Jarmusch – Ci siamo capiti subito. Abbiamo lavorato fianco a fiacno ogni giorno. Affonso ha dato al film una sorta di musicalità.
 
I tuoi vampiri sono musicisti rock, sono depressi, sono gli ultimi bohemien, perchè e qual è il loro rapporto con le persone normali?
Jim Jarmusch – Non mi sento a mio agio a parlare di Only Lovers Left Alive, perchè penso che le risposte siano nel film stesso. Non mi piace analizzare i significati, nè voglio dissezionare il film. Comunque, ciò che è fuori dagli schemi mi ha sempre interessato. Ma tutto questo è nel film…

Perchè Tangeri e Detroit? E come hai scelto lo stile visivo di Only Lovers Left Alive?
Jim Jarmusch – La scelta di Tangeri e Detroit è stata astratta per me. Sono due posti che mi attraggono molto per ragioni diverse, ma, mi ripeto, non voglio analizzarne i motivi. Detroit è una città misteriosa e magica, anche se oggi è abbandonata a se stessa, ha ancora una grande potenza musicale e la musica è molto importante in Only Lovers Left Alive. Lo stile del film è risultato del lavoro con Yorick La Saux, il direttore della fotografia. Insieme abbiamo trovato qualcosa che mi ha davvero ispirato. Siamo diventati un sola cosa. Ma il merito è anche della squadra tecnica del film. Only Lovers Left Alive è il risultato di un lavoro collettivo dove ogni dettaglio è importante, nulla è stato scelto per caso.
 
only lovers left aliveL’idea di scegliere due attori britannici ha a che fare con la letteratura inglese sui vampiri?
Jim Jarmusch – Per quanto mi riguarda, nella letteratura le storie di vampiri nascono dalla tradizione britannica. C’è qualcosa di tipicamente inglese nei vampiri, il romanticismo e l’iconoclastia. E io volevo esaltare questo aspetto.
John Hurt – Per quanto mi riguarda, quando fai un film con Jim non pensi alla nazionalità
 
Perchè ha scelto di interpretare Adam?
Tom Hiddleston – Quando ho letto la storia ne sono rimasto affascinato, perchè potevo esplorare un terreno a me sconosciuto. Ho sempre interpretato soldati e supereroi… Poi ho sempre ammirato il lavoro di Jim. Di Adam amo il romanticismo e la malinconia. Adam è affascinato dalla musica e dalla scienza. E’ un musicista e un ingegnere brillante , ma in un modo che il mondo non vede fino in fondo. Trovo magnifica la sua storia con Eva, due persone che si amano e si accettano e che sono vampiri. L’idea di esplorare l’amore attraverso l’immortalità, è una benedizione o una maledizione?
 
Cosa pensi dei vampiri di Only Lovers Left Alive?
Tilda Swinton – Trovo i vampiri affascinanti, forse perchè la loro vita è così lunga, potenzialmente eterna e noi umani siamo sempre stati terrorizzati dalla mortalità. E’ anche interessante il posto che occupa nella vita, nell’ombra, la loro presenza è invisibile. La loro è un’invisibilità e allo stesso tempo una presenza.
 
I vampiri di Only Lovers Left Alive sono piuttosto atipici…
Tom Hiddleston –  Quando Jim mi ha raccontanto la storia, mi ha parlato di due creature molto sofisticate, ma allo stesso tempo sono fiere e selvagge
Tilda Swinton – Sono anche creature non umane, sono animali, parlano spesso di esser lupi. Sono creature nuove, con il loro amore lunghissimo e così evoluto che va avanti da sempre.
 
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