CANNES 66 – “Weekend of a Champion”, di Frank Simon (Evento speciale)

Jackie Stewart e Roman Polanski in Weekend of a ChampionRoman Polanski sulle piste di Formula 1. Il regista è sempre stato un grande appassionato di questo sport e nel 1971 ha seguito il campione di Formula 1 Jackie Stewart sulle piste del Gran Premio di Monaco, che poi ha vinto. I due protagonisti si sono ritrovati poi l’uno vicino all’altro 40 anni dopo.

Partiamo dalla fine, cioè da loro due seduti vicini. Una situazione simile a quella del documentario presentato proprio qui a Cannes lo scorso anno, Roman Polanski. A Film Memoir dove il regista si raccontava davanti all’amico Laurent Bouzereau. Se lì la comunicazione andava solo in una direzione e disperdeva buona parte della storia privata del grande cineasta polacco, qui invece c’è un felice passaggio nel tempo, dove le gare di Stewart sono impresse negli occhi di Polanski anche se non si vedono.

C’è un passaggio dal passato al presente attraverso lo schermo televisivo. Le immagini di repertorio che sono state viste fino a quel momento potrebbero essere la soggettiva del corridore e/o del cineasta e noi le abbiamo viste attraverso i loro occhi che le stavano guardando in tv. Si passa poi al raconto dei rischi di questo sport. Oggi nell’automobilismo, pur com degli incidenti visivamente spettacolari (come a Montreal nel 2007 o a Valencia nel 2010) si rischia di meno la morte mentre all’epoca, come sottolinea lo stesso Stewart, quando eri in gara “avevi due possibilità su tre di morire”. E la paura è presente negli occhi delle compagne e delle mogli dei piloti che assistono a bordo-pista o si avverte il senso di pericolo per la scarsità di barriere tra il luogo in cui si svolgeva la gara e il pubblico.

Nella parte più documentaria, in cui Stewart spiega a Polanski tutti i tratti del circuito, e dove nella colonna dialoghi prevale il rombo dei motori, alla lunga forse ha qualche lungaggine che poteva essere tagliata. Ma poi sono proprio quei frammenti che riacquistano valore quando non sono più mostrati ma anche raccontati. Attraverso il presente che guarda il passato. Com gli occhi dei protagonisti di allora