Cannes 67 – Uno sguardo alla serie tv di Bruno Dumont

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

"Open that cow's ass so I can look inside". Arriva decisamente inaspettata questa miniserie televisiva del regista francese Bruno Dumont (L'humanité, Flandres, Hors satan), che ci ha abituati a film di ben altro registro. P'tit Quinquin sembra uno strano ibrido fra il comico e il grottesco e racconta delle indagini in un piccolo villaggio rurale circa una serie di bizzarri omicidi che non possono non portare alla mente alcune delle scene più celebri di True Detective. Ma dal trailer sembra che una posizione centrale della trama sia occupata dal racconto della vita di un gruppo di bambini tutt'altro che innocenti. Ritroviamo gli elementi che caratterizzano lo stile Dumont, dall'ambientazione rurale ai contadini villici, alla violenza e al razzismo casuali nella loro quotidianità, ma attraversati da uno strano humor a tratti inquietante. Il titolo si rifà a una celebre ninnananna francese, il che rende il tutto, se possibile, ancora più enigmatico. La miniserie di quattro puntate di 54 minuti ciascuna, per un totale di circa tre ore e venti di durata, verrà presentato in anteprima alla Quinzane des Realisateurs, mentre sarà trasmessa su Arte a settembre.