Cannes 76 – The Idol. Incontro con Sam Levinson e il cast

Il cast della serie HBO, di cui ieri sono stati presentati in anteprima i primi due episodi al 76º Festival di Cannes, ha incontrato oggi la stampa per discutere dell’atteso e controverso progetto

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Qual è la linea di confine tra il rivoluzionare il modo di mettere in scena il sesso e il pericolo di scadere nell’eccesso? Sembra essere questa la domanda che tutta la sala stampa di Cannes desiderava chiedere a Sam Levinson, regista e sceneggiatore della serie HBO The Idol, di cui ieri sera sono stati presentati i primi due episodi al 76º Festival cannense. Tra i protagonisti della conferenza, che si è tenuta oggi in mattinata, figurano anche la superstar della musica contemporanea Abel “The Weeknd” Tesfaye, interprete e co-creatore della serie, e Lily-Rose Deep, che interpreta il personaggio della tragica e avvenente popstar Jocelyn. Presente anche parte del cast artistico, tra cui gli attori Hank Azaria e Jane Adams.

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La conferenza inizia con un omaggio di Sam Levinson al Festival di Cannes. Interrogato sull’importanza di presentare un progetto televisivo come The Idol alla principale manifestazione cinematografica al mondo, il regista americano mostra tutta la sua emozione: “è il più grande sogno che si avvera” risponde compiaciuto il cineasta “perché sin da quando ero bambino ho sempre guardato con ammirazione a questo festival. Naturalmente all’età di dieci anni non sapevo nulla del cinema mondiale né tanto meno di cosa fosse Cannes. Però la vittoria di un giovane Tarantino nel ’94 con Pulp Fiction ha fatto sì che mi aprissero le porte del festival, e da lì ho iniziato ad interessarmi al cinema francese e a costruire il mio rapporto con l’arte cinematografica”. Un sentimento a cui anche The Weeknd non è rimasto indifferente “Per me è stata una grande emozione” dichiara il cantante “tutte le volte che sono venuto al festival, l’ho fatto da spettatore, e in ogni occasione vedevo gli artisti emozionarsi e non capivo il perché. Ma nel momento in cui ieri abbiamo presentato la serie, ho compreso quanto possa essere importante presentare un progetto qui”.

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Dopo questa breve introduzione, l’attenzione si è poi spostata sul processo creativo, e sulle idee che hanno spinto l’artista canadese a credere in un progetto come The Idol, basato in parte sulle esperienze che il cantante ha accumulato nel corso della sua carriera. “Sin dall’inizio volevo realizzare una favola dark sull’industria musicale e sfruttare tutta la conoscenza che ho maturato in questi anni per restituire una visione stratificata e complessa del mondo della musica nordamericana” dichiara Abel “e quando ho incontrato Sam [Levinson] che ha una grande esperienza nel lavorare con la musica, come abbiamo notato tutti in Euphoria, è lì che abbiamo iniziato a pensare alla storia di una popstar in continua ricerca di sé stessa, da accompagnare alle mie esperienze pregresse”. “Dal mio punto di vista” interviene in merito il regista “tutto nasce dalla priva volta che ho visto cantare in live Abel. Ai tempi era un ragazzino, eppure aveva una forza interna pazzesca, una volontà di stupire e intrattenere il pubblico nel miglior modo possibile che è emersa nel momento in cui ci siamo rincontrati poco più di un anno fa al Coachella. Lì è sorta la domanda da cui ha avuto inizio tutto, ovvero «e se la protagonista avesse la stessa energia e forza di Abel, ma la usasse in modo sbagliato?». Ecco qui si è messo davvero in moto il progetto”.

Per quanto riguarda il personaggio di Tedros, The Weeknd ha interpretato così la sua genesi “Tedros è in realtà uno strumento, un catalizzatore funzionale a tirare fuori qualcosa da Jocelyn. È un uomo molto oscuro, decisamente losco” prosegue l’artista “eppure con il tempo sono arrivato ad amare questo strano individuo. Dal mio punto di vista, lo associo a Dracula”. Proprio sul particolare personaggio interpretato dal cantante si è voluto soffermare Sam Levinson, essendo Tedros il riflesso attraverso cui comprendere il mondo che circonda la protagonista Jocelyn “Anche nel caso di Tedros sono partito da una domanda” dichiara il regista “e fa più o meno così: e se Tedros avesse la stessa visione di Abel, la stessa voglia di creare qualcosa di unico attraverso la musica e stupire chi l’ascolta, ma senza il talento per farlo? Ecco è da qui che nasce la sua oscurità, perché da solo non è in grado di realizzare il suo sogno, e per questo necessita di un burattino. Che poi sarebbe Jocelyn”.

In merito al personaggio della tragica popstar, Lily-Rose Depp ripercorre il suo approccio, e cosa ha cercato di esplorare di questa singolare ragazza. “La cosa davvero interessante nell’indagare un personaggio pubblico come Jocelyn, cioè di un’artista costantemente sotto i riflettori e di cui ognuno crede di sapere ogni cosa” afferma l’attrice “è cercare di comprendere cosa si nasconde sotto la superficie. Di entrare nella psiche di qualcuno che è ossessivamente guardato, ma mai realmente visto”. Proprio sull’esposizione della sessualità, uno dei tempi più controversi di The Idol nonché un tratto distintivo della personalità del personaggio, Depp sostiene che “era necessario catturarla con grande attenzione, perché Jocelyn non confina la sessualità alla sola immagine professionale, ma la estende a tutti gli aspetti della sua vita. Ad esempio gli abiti che indossa sono una proiezione della sua identità, e insieme ai costumisti e a tutto il team creativo abbiamo cercato di definire un personaggio che riuscisse ad esprimersi sia internamente che esteriormente”.

Interrogato, in chiusura di conferenza, sulle tematiche alla base di The Idol e sui modi in cui sembra reiterare la storia di Britney Spears, Sam Levinson risponde così “In The Idol non raccontiamo la storia di una popstar in particolare, anche se da giovane la sua figura mi aveva sicuramente colpito. Quello che importa qui è il modo in cui il mondo recepisce le immagini delle popstar e, soprattutto, le pressioni che queste artiste devono sopportare per poter essere sempre all’altezza di chi le guarda”. Un tema con cui The Weeknd ha avuto modo di interfacciarsi nel corso della sua carriera e che ha voluto si riflettesse nella protagonista “Jocelyn in parte assomiglia a me. O meglio, è la rappresentazione alternativa di un me stesso parallelo, nel caso fossi inciampato in decisioni terribilmente sbagliate. Per questo motivo sono diverso da lei, perché ho avuto la fortuna di non seguire delle strade che avrebbero compromesso la mia vita”.

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