#Cannes2016 – Gimme Danger, Iggy Pop: “sul red carpet senza maglietta”

Jim Jarmusch presenta alla stampa il suo secondo lavoro presente quest’anno sulla Croisette, il rockumentary sugli Stooges proiettato oggi a mezzanotte al Grand Théâtre Lumière. Gimme Danger per il regista e’ “piu’ una lettera d’amore che un documentario vero e proprio.”
Il leader della band di Detroit, Iggy Pop, sara’ stanotte sul red carpet, e promette di sfilare senza maglietta, come da tradizione dei suoi show infuocati ai confini con la body art. Iggy non e’ nuovo al mondo del cinema, essendo apparso in Coffee and cigarettes e Dead Man dello stesso Jarmusch, Il coraggioso di Johnny Depp e Cry Baby di John Waters.

Molti giornalisti chiedono ad Iggy le sue opinioni sulla contemporaneita’ e sulla situazione mondiale, l’Iguana risponde che “gli Stooges sono una band idealista anche se non una band politica come lo erano gli MC5, che furono i nostri padrini sulla scena. Il nostro credo era rimanere veri, intendendo per realta’ anche l’eventualita’ che io mi fracassassi la testa sul palco ogni quattro concerti. Ron Asheton, il chitarrista degli Stooges, faceva parlare la sua chitarra con l’amplificatore e restava ad ascoltare, e questa era l’avanguardia che avevamo carpito dai Velvet Underground, che erano bravissimi a far ‘succedere’ la musica.”
Jim Jarmusch nota che seppure l’anima militante degli MC5 fosse piu’ dichiarata, e i Velvet fossero i veri rivoluzionari in campo artistico, l’importanza politica degli Stooges e’ quella che nel tempo si e’ rivelata piu’ importante. Iggy nota: “ho rivisto il film e ho pensato, o mio dio, sono diventato un prodotto della mia epoca. Ed e’ vero perche’ quello di oggi e’ un tempo che non riesco ad accettare.”

Gli Stooges, gli MC5 e i Velvet Underground sono d’altra parte le band che hanno cambiato la vita di Jarmusch durante la sua adolescenza, mentre Iggy racconta di aver sempre voluto diventare come Bo Diddley, , Link Wray e Chuck Berry: “una decina di anni fa ho capito che ero riuscito quantomeno nell’impresa di essere un po’ come Bo Diddley, usare una struttura semplice per un sottotesto complesso”.
Iggy non ha conservato nulla di questi decenni di carriera, se non i suoi ricordi, e dunque per costruire l’idea di “film collage” che aveva in mente Jarmusch i due hanno setacciato fan, giornalisti, bootleggers, “spacciatori di droga…”. Il risultato e’ uno scrigno di repertorio inedito, poco noto anche ai seguaci piu’ integralisti della band. Jarmusch conclude: “volevo che il film assomigliasse alla musica degli Stooges, selvaggia, libera, divertente, piena di cuore ed emozioni.”