#Cannes2016 – “Le parole semplici devono bastare”. Incontro con Ken Loach

Tra le ovazioni il regista inglese, visibilmente commosso, parla dell’Unione europea, Jeremy Corbin, il rapporto con gli attori e con il direttore della fotografia Robbie Ryan

Per Ken Loach è stata un’accoglienza trionfale in occasione dell’incontro di presentazione di I, Daniel Blake. Il regista inglese foerse non se lo aspettava, tanto che si è commosso davanti ai lunghi applausi e ai ripetuti “Bravo”.

Innanzitutto I, Daniel Blake sembra riallacciarsi a Cathy Come Home, girato proprio 50 anni fa per la BBC: “Si, è scioccante perché i temi di questo film non riguardano soltanto il mio paese ma tutta Europa. Alla gente più vulnerabile si dice: ‘Se non avete il lavoro è colpa vostra’. Si tratta quindi di una crudeltà cosciente da parte delle istituzioni. In Inghilterra ci sono circa 2 milioni di persone disoccupate. Ci sono poi i problemi dei disabili. E aumentano i suicidi”. Poi aggiunge: “Nel mio film comunque non mostro solo i problemi delle persone ma anche dei risvolti più comici. Penso che mostrare il calore umano che comunque c’è tra le persone sia indispensabile”.

Parla poi della realtà politica e cita Jeremy Corbin: “Secondo me è il nome migliore per il partito laburista. Lui ed altrri comprendono i problemi dei lavoratori. Il problema è il resto del partito che, in Parlamento, gli va contro. Se lo lasciassero agire, potrebbe fare dei miracoli. Penso che in Europa ci sia una vera sinistra che ascolta le persone comuni e non dà la priorità all’economia”.

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Analizza inoltre il suo rapporto con gli attori: “Per me è semplice lavorare con loro e mi riallaccio alla tradizione del Neorealismo italiano. Hanno molta immaginazione. Sono vulnerabili, suscettibili. Qui abbiamo girato il film in ordine cronologico. E loro hanno imparato la sceneggiatura poco a poco. Possiamo aver dato l’impressione di aver improvvisato mentre lo script era estremamente preciso. Se lo confrontate col film montato, vi accorgerete che sono quasi identici”.

i, daniel blake

I, Daniel Blake è il terzo film di Loach con il direttore della fotografia Robbie Ryan dopo La parte degli angeli e Jimmy’s Hall: “Con Robbie siamo riusciti a trovare uno stile depurato, limpido. La sceneggiatura già era dettagliata e non aveva bisogno di essere abbellita. Non ci doveva essere nulla che poteva distrarre dai personaggi davanti la mdp. Bisognava soltanto descrivere la vita e la situazione dei protagonisti con semplicità. Da questo punto di vista, c’è una citazione di Berthold Brecht che amo molto che diceva più o meno così: ‘pensavo sempre che le parole più semplici dovevano bastare’. Quindi, bisogna raccontare le cose così come sono”.

Infine, sulla possibilità o meno di lasciare l’Unione Europea: “Non so se sia il caso di lasciare l’Europa. C’è nell’Unione Europea un progetto neoliberale che spinge alla privatizzazione. Se però la Gran Bretagna lascia l’Europa, il governo inglese diminuirà ulteriormente la protezione sociale. Bisogna capire come lottare contro questo sistema sia restandoci entro, sia al di fuori”

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