#Cannes2016 – L’economie du couple, di Joachim Lafosse

Si fa veramente fatica a trovare la ragione, il motivo scatenante che ha spinto Joachim Lafosse a raccontare, cosi, la storia del suo ultimo L’economie du couple. Il regista belga, dopo A perdre la raison, racconta di nuovo la morte di una famiglia, ma questa volta evita l’esplosione della tragedia esplicita e mostra le macerie emotive e umane lasciate dalla scomparsa di un grande amore. Il lungo, atroce e feroce addio tra Marie e Boris, il rancore viscerale e le accuse infantili ( i soldi rinfacciati, le proprietà rivendicate, l’educazione delle figlie usata come scusa etc.) sono le impalcature principali su cui è costruito il loro toccarsi e perdersi, il loro uccidersi e salvarsi. Anche l’odio puro che li unisce è un legame talmente assoluto che impedisce loro di lasciarsi definitivamente andare. Nella loro storia non c’è il buono e il cattivo, la vittima e il carnefice. Boris pieno di debiti e inaffidabile e Marie ottusa e facilmente irritabile, sono due perfetti ingranaggi di un rapporto di coppia che, finchè è funzionato, probabilmente, è stato invincibile.

Purtroppo Lafosse, in questo sguardo disincantato sulla naturalezza di una vita comune vissuta dopo l’amore, non riesce mai a coinvolgere. Rimaniamo, infatti, sempre estranei, quasi annoiati, di fronte a gli screzi e alle piccole patetiche meschinità di questa coppia. Il passaggio dall’eclatante adattamento del fatto di cronaca al dramma semplice e inavitabile di una famiglia che si sfascia, probabilmente, per raggiunger una forza narrativa e ideologica importante, avrebbe meritato un coraggio più incisivo di questo scontato ritratto del quotidiano. Neanche le buone prove dei due protagonisti, Berenice Bejo e il regista Cedric Khan, convincenti nelle dinamiche del loro rapporto emotivo, hanno la capacità tale di rendere L’economie du couple un’opera empativamente coinvolgente. Il film di Lafosse diventa, cosi, solo un’intrusione, ingiustificata, nella triste vita privata di questi due personaggi disgraziati, a cui verrebbe da reagire come gli ospiti dell’assurda cena organizzata da Marie, scappando via imbarazzati.