#Cannes2016 – Marco Bellocchio presenta Fai bei sogni alla Quinzaine

Marco Bellocchio sembra quasi sorpreso davanti all’entusiasmo che ha accolto alla Quinzaine la proiezione del suo Fai Bei Sogni. Il regista, oltre a esprimere la sua felicità per la reazione della stampa internazionale, rivendica la completa convinzione nel suo progetto (al di là dei risultati artistici che ho raggiunto o meno, questa è per me un’opera molto sentita). Bellocchio si diverte, poi, a raccontare i motivi che lo hanno portato ad adattare il libro omonimo di Massimo Gramellini riassumendoli in una battuta fulminante: “mi sono voluto riscattare visto che nel mio primo film ho ucciso una madre”.

Entrando nel merito del film, il regista, poi, parla dell’importanza della Televisione nella sua storia: “Nel mio film si inseriscono diverse immagini storiche, tutte televisive, che scandiscono il tempo del racconto e diventano parte formante del suo linguaggio. Belfagor, ad esempio, è un simbolo già presente nel libro, la sua trasmissione coincide con la morte della mamma di Massimo, ma mi sembrava interessante riadattarlo, rielaborarlo formalmente per dare forza al suo peso narrativo. Massimo infatti elegge questo fantasma a protettore, è grazie a lui che trova il coraggio di superare la tragedia e a non diventare matto.” Nel film grande importanza ha anche la fede calcistica granata del protagonista: “Dopo che il produttore mi ha proposto di adattare il libro ho provato grande emozione rileggendo le pagine incentrate sulla tragedia di Superga. Io ho vissuto quell’avvenimento in prima persona, sia da giovane tifoso del Grande Torino. Ricordo ancora le lacrime che ho versato alla notizia dell’incidente. Nel film ho personalizzato quell’emozione, ma non credo di essere andato lontano dai sentimenti dell’autore.

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Nell’incontro, dopo le risposte alla solita domanda sulla situazione odierna del Cinema Italiano (“ci sono tanti giovani registi interessanti che esordiscono. Questa democrazia cinematografica, che permette a chiunque voglia di realizzare la propria opera, andrebbe maggiormente sostenuta”) si è trovata l’occasione anche per gli scherzi del cast, con Valerio Mastandrea e Bérénice Bejo che, tra inglese, francese e italiano, hanno ricordato l’atmosfera vissuta sul set.