#Cannes2016 – Wrong Elements, di Jonathan Littell

C’erano grandi aspettative intorno all’esordio dietro la macchina da presa di Jonathan Littell, scrittore franco-americano che nel 2006 aveva spiazzato il mondo dell’editoria mondiale con il suo capolavoro-monstre Le benevole. Il libro, nato dalle suggestioni di fotografie dell’Ucraina occupata dai nazisti, raccontava, attraverso i ricordi dell’ufficiale SS Maximilien Aue, l’avanzata dell’esercito tedesco sul fronte orientale e le crudeltà compiute sulla popolazione civile. Ora, nel passaggio dalla tastiera alla cinepresa, Littell vuole affrontare un’altra terribile pagina di dolore e ferocia, parlando dei crimini e massacri compiuti in Uganda dall’esercito di Jospeh Kony. Le aspirazioni di Wrong Elements sono manifeste: ricostruire la storia e la cronaca di quei tragici avvenimenti con le testimonianze dei sopravvissuti. Littell, è chiaro, desidera compiere in Uganda, la stessa operazione fatta da Joshua Oppenheimer per la “guerra civile” indonesiana con il suo dittico The Act of Killing e The look of silence.

Se nel suo libro Littell decideva di dare la parola ad un carnefice, qui l’autore sceglie di parlare attraverso i ricordi di ex-bambini soldati e delle ex-schiave sessuali del LNA di Kony, di fissare un link empatico-traumatico con il pubblico. Purtroppo nel passaggio dalla parola scritta all’immagine Littell perde la forza immaginifica e virulenta della sua prosa. Le ottime intenzioni morali sono evidenti, un passato d’impegno attivo in ONG è lì a testimoniarlo, ma Littell con Wrong Elements non va oltre uno stanco e ingenuo didascalismo informativo, confuso tra la necessità di raccontare un fatto storico sconosciuto ai più e il desiderio di entrare immediatamente nel cuore concettuale della vicenda. I risultati di quest’incertezza non genera ibridi narrativi audaci o coraggiose sperimentazioni cinematografiche. Anzi, ed è davvero sorprendente da dire per il primo film di uno scrittore di tale talento, Wrong Elements si rivela, semplicemente, un lavoro nei limiti del compito ben fatto, necessario solo nella misura in cui aiuta a dare nuova attenzione a questa triste e terribile storia.