#Cannes2017 – Rodin. Incontro con Jacques Doillon e la star Vincent Lindon

Incontro con il regista Jacques Doillon, in concorso a Cannes con la sua ultima pellicola: Rodin, biopic dedicato allo straordinario scultore francese. Nel cast la star Vincent Lindon e Izia Higelin

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Spero che questa versione di Rodin, anzi… Credo che questa versione di Rodin sia molto vicina all’originale.” Il cineasta Jacques Doillon sbarca sulla Croisette per presentare il suo ultimo lungometraggio: Rodin. “È un film sul processo creativo. Ho visto molti biopic che parlavano di un artista, ma ne trascuravano quasi del tutto il lavoro. Sono convinto che fosse fondamentale vedere Rodin all’opera. Avendo fatto molta ricerca sulla sua vita, mi sono sentito autorizzato a scrivere quello che lo scultore avrebbe potuto dire. Era un uomo molto sensuale, basti osservare le sue opere. Amava il corpo femminile e credo che l’avrei tradito se non avessi rappresentato il suo interesse per quelle forme.”

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LA SCENEGGIATURA RACCONTATA DA UN MAESTRO DEL CINEMA ITALIANO

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Protagonista assoluto Vincent Lindon, star del cinema d’oltralpe, il quale si è sottoposto ad una lunga preparazione (5-6 mesi di pratica condensati in 2-3 ore di lavoro quotidiano). “Quando ti appresti ad interpretare un personaggio d’epoca, devi leggerne, documentarti e quando parliamo di un artista è ancora più complicato. Credo che Rodin in fondo sapesse che stava facendo la storia. Il genio ha bisogno d’aiuto per raggiungere il suo obiettivo e deve ascoltare quella voce che gli sussurra: “Non preoccuparti, un giorno ce la farai. Continua su questa strada”. Camille Claudel doveva essere una persona straordinaria altrimenti lui non l’avrebbe degnata di uno sguardo. Non puoi amare una persona se non la stimi, se non provi ammirazione per lei. Rose è la moglie: una donna moderna, all’avanguardia.” L’attore si è trovato a suo agio nelle lunghe scene dove il dialogo viene messo da parte e lascia spazio alla creazione della materia: “Se fossi il Presidente dell’industria Cinema non parlerei nei film. Amo il silenzio e ridurre le parole al minimo. Ma il dialogo in Rodin è un valzer, una danza. Quando ho letto la sceneggiatura mi sono sentito spaesato. La scrittura era così delicata, così tenera. Il linguaggio, il modo che l’artista aveva di parlare e pensare all’inizio mi ha spaventato. Credevo che non ce l’avrei fatta.”

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Il film, oltre a dipingere l’artigianato-arte dello scultore e il suo matrimonio con Rose, si sofferma sulla sua incontenibile “promiscuità”: l’amante-scultrice Camille Claudel, interpretata da Izia Higelin, nonché le brevi frequentazioni con modelle e allieve. “Jacques era contento che non avessi visto il film su Camille Claudel. Ho provato ad indentificarmi con la sua forza, la sua bellezza, il suo talento. Proprio come ha detto Vincent, se non fosse stata tanto vivace, vitale e meravigliosa, Rodin non si sarebbe mai innamorato di lei. Anch’io mi considero abbastanza esuberante, per cui non ho avuto troppa difficoltà ad entrare nella parte.” Considerando le scarsissime informazioni sulla moglie dell’artista, l’attrice Séverine Caneele ammette di aver avuto molta più libertà nel costruire il ruolo: “Non è stato scritto praticamente nulla sulla vita di Rose. Conosciamo solo il racconto della storia d’amore tra Rodin e Camille, dunque è stato molto più facile apportare al personaggio un bagaglio più personale.”

 

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