#Cannes2017 – The Killing of a Sacred Deer. Incontro con Yorgos Lanthimos e Nicole Kidman

Il cineasta greco Yorgos Lanthimos sbarca sulla Croisette per presentare The Killing of a Sacred Deer, film in cui si avvale per la quinta volta della penna di Efthimys Filippou, scrittore insieme a lui di The Lobster, candidato agli scorsi premi Oscar per la miglior sceneggiatura originale. “Dopo averlo scritto, cerco sempre il modo migliore affinché il girato aderisca al materiale preesistente. In questa occasione dovevo trasferire in campo la presenza di qualcosa che andava oltre la messa in scena. Da qui la scelta di riprese erranti, la cinepresa che segue i personaggi, mette loro paura, li guarda dall’alto…”. The Killing of a Sacred Deer è la storia di un chirurgo, Steven Murphy alias Colin Farrell, e della sua famiglia composta da moglie, Nicole Kidman, e figli: Raffey Cassidy e Sunny Suljic. L’incontro con un giovane, Barry Keoghan, e i suoi comportamenti a dir poco sinistri, porterà il medico a risultati disastrosi.

Durante la fase di scrittura c’era un piccolo dialogo che creava un forte parallelismo con l’Ifigenia di Euripide, motivo per cui ho scelto questo titolo. Volevo parlare di una famiglia e la scelta di inserire dei bambini ne è una naturale conseguenza. Non ho un approccio analitico. Non mi piace spiegare quello che facciamo in fase di set perché io stesso non ne ho idea. So che esiste una storia, uno script, ma essendoci tante persone dalla personalità diversa, preferisco un contatto più fisico: fare esercizi, giocare…Dopo, anche se non sembra esserci alcun collegamento con la scena, viene a crearsi una disposizione inconscia che va oltre i canonici: cosa dovrei fare? cosa dovrei pensare?“. Molti i temi trattati, fra cui il sacrificio, anche se il cineasta crede che siano altri i contenuti più evidenti: “Più che sul sacrificio, il mio lavoro si basa sui concetti di giustizia, scelta, natura umana e sul comportamento che scaturisce dai grandi dilemmi della vita“.

Nicole Kidman, con ben due film in concorso, l’altro è The Beguiled di Sofia Coppola, ammette di essere rimasta colpita dalla lettura dello script di Lanthimos-Filippou: “In questo stadio della mia vita cerco di essere coraggiosa, aperta e pronta ad esperienze nuove. La sceneggiatura era ipnotizzante e credo che il film stesso abbia un’atmosfera ipnotica. Ho lavorato sull’abbandono di qualsiasi tipo d’analisi, dimenticandomi di tutta la fase preparatoria. Yorgos ha un modo speciale di creare il set; spesso dice agli attori di non fare nulla, il che è molto interessante ma anche molto difficile. Dopo aver visto il film l’ho chiamato e gli ho detto che non avevo mai visto niente del genere“.