#Cannes2017 – The Meyerowitz Stories. Arrivano Noah Baumbach, Adam Sandler, Ben Stiller e Dustin Hoffman

Ritorna il sorriso oggi a Cannes dove è stata presentata in concorso la nuova commedia di Noah Baumbach The Meyerowitz Stories. Il film è il secondo prodotto da Netflix presente in questa edizione, dopo Okja visto qualche giorno fa, ed oggetto dunque della celebre controversia del passaggio o meno in sala. Ci si aspettava che questo argomento diventasse il centro dell’incontro stampa con il regista ed il cast, invece ci si è limitati solo a qualche battuta (sul fatto che il presidente della giuria Almodovar non voglia premiare nessun film che non passi per la sala Ben Stiller ha commentato: “Pedro lo aveva detto anche di Happy Gilmore (Un tipo imprevedibile)) e ai ringraziamenti di circostanza con Baumbach che ha detto: “Ho fatto questo film in maniera totalmente indipendente e, come per tutti gli altri miei progetti, mi aspettavo che sarebbe stato visto sul grande schermo perché io credo ancora in questa esperienza unica. Netflix è intervenuta dopo, quando il film era in postproduzione e ci ha dato un grandissimo supporto e le sono veramente grato per questo”.

baumbach_meyerowitz3Il resto dell’incontro è stato improntato sul gioco e sullo scherzo tra gli attori che hanno accompagnato il regista (Adam Sandler, Ben Stiller, Dustin Hoffman e Emma Thompson) che hanno esordito parlando del loro primo impatto con la sceneggiatura. E’ stato soprattutto Adam Sandler ha raccontare la genesi del suo personaggio che esprime una profondità vista già precedentemente in altre sue prove attoriali: “Io non ci potevo credere quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta. Era divertente, emozionante ed ero veramente attratto dal mio personaggio e dall’intero film. E’ difficile per chi viene dalla commedia fare qualcosa di diverso. Il primo pensiero è di non voler deludere nessuno. Per questo ho lavorato più duramente che ho potuto anche con l’aiuto degli altri sul set. In questo caso mi sono sentito da subito molto vicino al mio personaggio ed ho cercato di farlo al meglio, il mio obbiettivo era quello di non deludere Noah per prima cosa”. Per Ben Stiller invece questa è l’ennesima collaborazione con il regista statunitense (l’ultima era stata quella di Giovani si diventa) e non ha avuto problemi ad accettare il ruolo: “Ero entusiasta di lavorare di nuovo con Noah, sono stato molto fortunato a ricevere questa chiamata. Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato che le prime pagine fossero molto lente, ma solo perché il mio personaggio entrava in scena dopo. A parte gli scherzi, la sua scrittura è sempre estremamente precisa ed unica, così anche il suo stile di regia che è assolutamente personale”. Vera però novità nella filmografia di Baumbach è un grande nome come quello di Dustin Hoffman, mattatore dell’incontro con la stampa con cui ha scherzato: “Come tutti gli altri ho lavorato per Noah gratis, ecco cosa significa indipendente. Lui è veramente una persona esperta, il migliore. Dovevamo seguire i dialoghi parola per parola, che ci piacessero o no. Ci era richiesto questo approccio perché nella sua scrittura c’è della musica. E’ un’artista assolutamente singolare, ma non so se lavorerei con lui un’altra volta” e sempre in tono giocoso “Qui le persone stanno tutte dicendo che sono cresciute con i miei film. Infatti io non lo volevo fare questo film, non volevo interpretare la parte di un uomo vecchio. Sarei invece stato perfetto nel ruolo di uno dei due figli. Poi alla fine mi hanno convinto”.

Proprio di famiglia tratta il film, con un confronto generazionale tra padre e figli che si ritrovano a New York per festeggiare il successo del capofamiglia. Così il regista ha voluto spiegare le tematiche del suo lavoro: “Penso di aver voluto sempre mostrare nei miei film la distanza che c’è tra quello che siamo e quello che invece vorremo essere. Nel caso particolare di questo film ho voluto concentrarmi sulla fama e sul successo, su quello che significa e su quello che vuol dire per persone diverse”.