#Cannes2019 – Once upon a time… in Hollywood. Incontro con Quentin Tarantino e il cast

La conferenza stampa più attesa di Cannes era attesa per oggi, e il cast e il regista di Once upon a time… in Hollywood si sono presentati in piena forma sulle riviera francese. Il nono film di Tarantino, presentato in anteprima mondiale ieri sera, torna a parlare della sua storia, immerso nel linguaggio cinematografico e ricco della cultura pop del 69. La scelta del regista, questa volta, ricade sull’anno del cambiamento di Hollywood, che in piena libertà e disinibizione artistica e sessuale si ritrova faccia a faccia con il terrore e la malignità del mondo.  “Siamo affascinati dalla storia di Manson ancora oggi perché è un mistero, è impossibile capire bene cosa abbia causato questa attrazione, questa sottomissione totale. Ho fatto molte ricerche ma più leggi meno capisci, più sai e più ti sembra incomprensibile”: questa dichiarazione del regista ci fa ben intendere il motivo per cui questo divento nel suo immaginario un passaggio degno di essere raccontato, una storia senza via d’uscita che in quell’anno ha fatto cambiare un Paese intero.

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“Prima del ’69, prima degli omicidi Manson, c’erano l’amore libero, speranze e nuove idee, su cui anche il cinema si stava ricalibrando. Poi la tragica perdita di Sharon e tutto quello che è accaduto ha gettato un sguardo preoccupante sulla parte oscura dell’uomo. Il film racconta benissimo quel momento, la perdita dell’innocenza” dice Brad Pitt, che risponde alla domanda/polemica di uno dei giornalisti in sala. Non si deve infatti intendere che il film sia completamente incentrato sulla vicenda che ha coinvolto la famiglia Polanski, o quanto meno non dal loro punto di vista.

Ma Margot Robbie spiega come il suo personaggio, seppur con poche battute (altra critica che viene mossa al regista), rappresenti un forte punto cardine del film. “È lei il cuore pulsante della storia, un raggio di luce nel film”. Era suo infatti il compito più arduo di tutti, quello di rappresentare una persona vissuta realmente, un’icona. “Ho fatto molte ricerche e visto tutto quello che potevo, ma come attrice il mio compito era capire quale fosse l’obiettivo del mio personaggio nella trama. Volevo onorare Sharon, che viene descritta da chi la conosceva come una persona luminosa.”

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Infine l’attenzione si è spostata sulle altre due grandi star sedute al tavolo, Brad Pitt e Leonardo DiCaprio, che si son ritrovati finalmente insieme sul set. “Lavorare con Brad è stato facilissimo, siamo più o meno della stessa generazione, abbiamo iniziato praticamente insieme. Lui è un attore incredibile, anche improvvisare è stato semplice. Abbiamo costruito un legame forte in un film che parla dell’industria a cui apparteniamo. Quentin poi ci ha dato una dettagliatissima backstory su come i nostri personaggi si sono conosciuti, sulla loro vita, la loro amicizia, il loro lavoro”, racconta Leonardo DiCaprio. “Sono d’accordissimo”, aggiunge Pitt, “abbiamo vissuto esperienze davvero simili, perciò è naturale per noi ridere delle stesse cose. Spero che potremo lavorare presto ancora insieme”. Ci sono poche persone come Quentin che hanno una conoscenza totale non solo del cinema, ma anche della musica e della tv. Questa è la sua dichiarazione d’amore a Hollywood e agli outsider, a questo tavolo almeno una volta ci siamo sentiti tutti tali”.