#Cannes2019 – Sorry We Missed You. Incontro con Ken Loach e il cast

Dopo la Palma d’Oro per I, Daniel Blake, il regista inglese torna a Cannes per presentare il suo ultimo film. Un’analisi attenta di una società sempre più divisa dal capitalismo e dal neo-liberismo

Ken Loach arriva a Cannes con un una vistosa fasciatura al braccio, e a chi sul red carpet gli chiede cosa sia successo risponde sghignazzando: “ho avuto una rissa con dei fascisti”.
Con questi presupposti, era logico che il ritorno al Festival, dopo la Palma d’Oro per I, Daniel Blake, sarebbe stato ancor più battagliero per l’ottantatreenne regista inglese.
Ed infatti questo Sorry We Missed You sembra esasperare ancor più le tematiche del precedente film, sintomo di un’insofferenza covata, che viene fuori tutta durante la conferenza stampa.

La prima domanda è dedicata a Newcastle, cittadina in cui Loach è tornato a tre anni di distanza da I, Daniel Blake: «È una piccola cittadina nel nord dell’Inghilterra ed è come se fosse separata dal resto del Regno Unito. Ci si possono trovare personaggi interessanti perché Newcastle ha una lunga tradizione di lotte e scioperi, dovuta al fatto che su quell’area si sono avvicendati molti stabilimenti industriali. Quindi è facile trovare persone che conoscono bene situazioni come quella che ho voluto raccontare con questo film o col precedente I, Daniel Blake. Newcastle ha un’idea di sacrificio ed un senso dell’umorismo tutto particolare, dovuto a questi anni di scioperi. In effetti è un bel posto, c’è un discreto benessere in città, ma è altrettanto vero che moltissime famiglie sono costrette ad enormi sacrifici per sopravvivere. Insomma, è una sorta di microcosmo britannico! La cosa più interessante è che la gente ti sorride ed intorno a te senti un grosso calore, e ciò appartiene  allo spirito del posto».

Allora la produttrice Rebecca O’Brien aggiunge: «È abbastanza semplice girare un film in un posto come Newcastle perché è un luogo minuto, una grande città ridotta in scala.  Poi c’è una cultura fortissima, che ci aveva già affascinato durante le riprese di I, Daniel Blake, quindi ci piaceva l’idea di tornarci per lavorare».

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Poi al regista, che ancora una volta regala uno spaccato di vita reale, viene chiesto quando ha deciso di girare un film su una tematica come quella dei fattorini e delle condizioni massacranti imposte dal mercato odierno: «Quando con Paul Laverty (fido sceneggiatore di Loach ndr.) e Rebecca O’Brien ci siamo chiesti cosa fosse il mondo del lavoro oggi ci siamo resi conto che è fortemente cambiato rispetto a quando eravamo giovani noi. Oggi devi avere molte più abilità, devi essere molto più professionale rispetto a prima, ma paradossalmente ciò non è sinonimo di altrettanta stabilità economica ed adeguamento salariale. Spesso, come nel caso di Sorry We Missed You, i nuovi lavoratori devono assumersi totalmente i rischi di un lavoro, senza avere alcuna garanzia. È una situazione paradisiaca per le multinazionali perché ogni tipo di rischio economico ricade direttamente sul dipendente, quindi chi lavora è costretto a farlo fino allo sfinimento.Perciò il capitalismo in questo modo non sta fallendo, anzi! Sta riuscendo ad avere profitto più che mai.

E se non fosse chiara l’accusa, Paul Laverty decide di fare nomi e cognomi, accusando soprattutto Amazon e Jeff Bezos di fare affari lucrando sul sacrificio delle persone.

A questo punto diventa inevitabile fare paragoni tra il film e la situazione politica attuale, ed in sala stampa c’è chi chiede: «Il neo-liberismo sta distruggendo molti Paesi europei. L’Inghilterra sta vivendo un momento particolare della sua storia, ma si può dire lo stesso per altri stati come la Spagna, la Grecia o il Portogallo. Come è possibile invertire questa tendenza di totale assoggettamento alle grandi compagnie?»

«È una gran bella domanda – afferma Loach -. Ho grandissimo rispetto per il popolo  greco, per ciò che ha dovuto affrontare. Sono convinto che questa situazione non è sostenibile perché per avere il miglior servizio al prezzo più basso possibile – per qualsiasi tipo di servizio! – bisogna necessariamente sottopagare la classe lavoratrice. Credo che la gente sia stanca di essere comandata da una app. Ken Loach


Finti uomini di sinistra come Ed Milliband, o Tony Blair, che in verità non meriterebbe nemmeno di essere menzionato, sono scesi a compromessi con questa bestia feroce chiamata capitalismo. Perché se credi nel mercato libero, ciò porta alla concorrenza esasperata, porta alla presenza di colossi che fagocitano il mercato, e ciò non fa che incrementare il lavoro precario. Sono pochi gli uomini politici che hanno veramente capito questo perverso meccanismo, come ad esempio Jeremy Corbyn. Gente come lui attacca davvero il sistema! Bisogna essere attenti però: guardate come è andata in Cile con Salvador Allende. Credo che si debba ricominciare a credere in un riequilibrio delle risorse economiche, ridando alla povera gente i servizi essenziali. Ma per far questo c’è assolutamente bisogno di un fronte internazionale, di una solidarietà tra movimenti politici extraeuropei. Penso che possa esserci una nuova primavera, ma dobbiamo concedere tutto il nostro supporto possibile».

Poi una risposta di rito sulla Brexit: «Come impatterà, secondo Ken Loach, la Brexit su un sistema sociale già così fragile come quello raccontato nel film?»

«I Daniel Blake era un film che raccontava di uno Stato che abbandona le fasce sociali più bisognose; posso dirvi che a tre anni di distanza nulla è cambiato. Sento dire che stanno rinascendo movimenti di estrema destra e di estrema sinistra. Ma dove sarebbe l’estrema sinistra? Io non vedo nessuna sinistra che rinasce. Io vedo solo dei partiti che fomentano l’odio e la rabbia nei confronti del più povero, ed in questo caso gli ultimi della società sono gli immigrati. Chi sembra differente da te, il vicino straniero che cucina speziato: sono questi gli individui che la politica sta mettendo alla gogna. E, se non lottiamo contro questa politica, andrà sempre peggio perché l’estrema destra fomenta la disparità sociale, lasciando la gente con sempre meno speranza. L’estremismo di destra cavalca la paura, la sinistra invece si nutre di fiducia. Se hai fiducia puoi pensare: “sì, cambiamo le cose!Facciamolo tutti insieme”».

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