#Cannes2019 – Zombi Child. Incontro con Bertrand Bonello

Presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs il film di Bertrand Bonello Zombi Child, nuova rilfessione del regista francese su temi a lui cari come la libertà e la fanciullezza, i perturbanti istinti primari dell’essere umano e la riflessione sul cinema come interfaccia culturale. In questo nuovo film sono le origini della figura dello Zombi e i suoi echi contemporanei ad aver dato il via al progetto come dice lo stesso regista francese a margine della proiezione: “certamente c’era già da prima l’amore per il cinema di genere, ma presto il mio interesse si è spostato per la figura dello zombi come figura antropologica e per questo mi sono interessato alla cultura haitiana. Ho preso quindi come spunto di partenza il libro Il serpente e l’arcobaleno di Wade Davis“.

Il film è stato poi una diretta conseguenza di questo forte interesse personale, un lavoro totalizzante: “ho scritto il film e nel contempo composto la colonna sonora perchè erano due cose direttamene collegate. Le riprese sono durate quattro settimane, ho girato in sequenza anche per facilitare gli attori non professionisti. C’era poi chi mi sconsigliava di girare direttamente ad Haiti per le difficili condizioni attuali, ma io ho voluto fortemente trovare il modo di girare lì soprattutto per una questione etica.”

Sulla dimensione politica del film Bonello dice:beh certamente è un film che tenta di sondare i difficili rapporti di potere che la Francia ha storicamente avuto con Haiti. Ma il mio intento era fare tutto questo con le armi del cinema, quindi con il montaggio parallelo tra Francia e Haiti e tra diverse epoche storiche. Solo il montaggio deve tentare di arrivare all’esperienza spirituale, alla condizione dello zombi e a ogni riflessione dello spettatore contemporaneo”.