#Cannes68 – La Scozia di Macbeth. Incontro con Justin Kurzel e il cast

Eccoci arrivati alla presentazione ufficiale dell’ultimo film in Concorso di questo festival di Cannes. Si tratta di Macbeth, secondo film del giovane regista australiano Justin Kurzel che adatta il famosissimo dramma shakespeariano: “Il film è stato girato interamente in Scozia e in inverno, era l’ambiente giusto per un adattamento di questo tipo, dava forza al linguaggio del film. Una sfida, sicuramente, ma è stata la cosa giusta”.

Ovviamente l’attenzione è anche puntata su Marion Cotillard e sulle sue difficoltà da attrice francese nel calarsi nella leggendaria Lady Macbeth: “ero abbastanza intimidita dall’interpretare Lady Macbeth, bisognava studiare molto l’accento e tantissime dinamiche di linguaggio, la recitazione di Shakespeare intimidisce molti attori, figuriamoci chi non è di madre lingua. Una sfida ma nello stesso tempo una grande opportunità: recitare Shakespeare in inglese! Michael mi ha molto supportata e incoraggiata, dovevo trovare la giusta condizioni e le parole giuste per.” Per quel che riguarda il set la Cotillard dice: Sono stata sempre affascinata dai film ambientati in Scozia, non so bene perché, ma è sempre stata una terra molto misteriosa per me. Le condizioni nelle montagne erano dure, il vento, il freddo, ma davano alla storia un senso di reale complicazione per i personaggi. Ora ho dei bellissimi ricordi del set.”

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macbeth

In termini di esplorazione della violenza, dinamica difficile per un attore, lei risponde: “sono quesiti molto giusti per un attore, tu sei quel personaggio in quel set. Per quel che mi riguarda questa è la prima volta che ho sentito difficoltà nell’entrare in un personaggio così complesso e così diverso da me. Ho trovato difficoltà a preparare il film e a mettere me stessa nel mood del personaggio”. Michael Fassbender aggiunge: “un attore deve dar vita a una persona, con le sue fratture, le sue allucinazioni. Pensiamo ai soldati che tornano dall’Iraq. Insomma non ha senso avere dei pregiudizi sul tuo personaggio, anche se violento, se lo stai per interpretare. Questo è un testo classico, Macbeth è un archetipo immortale del superare il confine, in tanti sensi, per diventare Re. Tutte queste cose le devi mettere insieme e tirare fuori la tua personale interpretazione. Questa in particolare a me pare una storia di perdita: delle persone care, della ragione, delle certezze. Insomma c’è molto di più della ovvia riflessione sull’ambizione in questo personaggio, perché il suo è più un percorso di perdita e disperazione”.

Justin Kurzel, parlando del testo di partenza e sull’ennesimo adattamento, spiega: “Macbeth è un testo incredibilmente elastico, adatto a molte interpretazioni, suggestioni, ecco perché è sempre attuale e continuerà ad essere adattato. Noi ci siamo sentiti molto piccoli e intimiditi dalla grandezza della storia, ma ce l’abbiamo fatta. Era molto affascinante, per esempio, la scena della battaglia che era stata pensata per il teatro. E allora: come trasformarla in cinema? L’opportunità di girare in quei luoghi, di portare il cinema su quelle montagne, tutto è stato molto emozionante per noi”.