#Cannes68 – Tigri Tamil nelle banlieue. Audiard racconta Dheepan

Il regista torna in concorso sulla Croisette con un cast di non professionisti e un film recitato in lingua Tamil, ispirato alle Lettere Persiane di Montesquieu

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Dopo Un prophète, del 2009, e De rouille et d’os del 2012, Jacques Audiard torna in concorso al Festival di Cannes con Dheepan, la storia di una famiglia artificiale per necessitá che fugge dalla guerra in Sri Lanka e ritrova altra violenza nella banlieue francese.

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Un film con attori non professionisti, Antonythasan Jesuthasan è uno scrittore e Kalieaswari Srinivasan lavora a teatro. La sceneggiatura, scritta insieme a Noé Debré, si appoggia liberamente sulle Lettere Persiane pubblicate da Montesquieu nel 1721, in cui due amici viaggiatori si raccontano nelle loro corrispondenze la Parigi del 18esimo secolo. Allo stesso modo, gli autori qui volevano esplorare uno sguardo straniero sulla Francia di oggi.

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In conferenza stampa il regista parla del desiderio alla base di questo film: “dopo aver girato Un prophète sapevo con certezza di voler girare una storia d’amore, volevo fare un film francese dove i personaggi parlassero la lingua Tamil”. Fin dal principio il film è stato presentato così al produttore Pascal Caucheteux.

Jacques Audiard precisa di non aver voluto girare un film sulla guerra civile in Sri Lanka, né sulla violenza urbana delle banlieues. “La violenza della guerra è solo il background della storia”, tant’è che il passato militare del personaggio principale è solo un presupposto, la storia non si sofferma su questo.

Alle numerose domande sulla guerra Jacques Audiard aggiunge “non è un film sulla violenza, ma sulle relazioni che si instaurano tra persone che si ritrovano ad essere un nucleo familiare per necessitá, ecco perché, anche grazie agli attori, ci sono stati molti cambiamenti rispetto allo script iniziale”.

(Maria Vittoria Pellecchia)

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