#Cannes68 – Visual Music. Il ritorno di Mad Max

Non avevo intenzione di fare un nuovo film di Mad Max, esordisce George Miller, forte del trionfo del suo Fury Road, acclamato stamani in proiezione stampa a Cannes.  Ma ad un certo punto l’idea si e’ fissata nella sua testa, il regista cercava di spingerla via ma invano. Non credevo che ci avremmo messo 12 anni pero’!, esclama.

Visual Music, e’ come Miller definisce questo esperimento monumentale, destinato a ridefinire confini e potenzialita’ del blockbuster ‘astratto’ della contemporaneita’, pensato nello stesso modo in cui si organizza una graphic novel, preparando circa 400 tavole di storyboard. E poi girato pero’ veramente nel deserto, in movimento su veicoli reali, per 7 mesi di lavorazione. Ogni giorno mi dicevo “siamo pazzi”, ricorda Miller.

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Tom Hardy sa bene che per i fan di tutto il mondo Mad Max significa Mel Gibson, ma ora e’ il mio momento, afferma, e poi alla fine Mad Max e’ soprattutto George!

Uno degli aspetti che piu’ incuriosisce i giornalisti e’ l’inedita “ottica femminista” che permea la vicenda del film, veicolata potentemente dal personaggio di Furiosa, one armed swordsgirl incarnata da Charlize Theron. Per me e’ stato incredibile girare letteralmente in questa scatola piena di sabbia, racconta l’attrice, e restare femminile in un ruolo del genere. Per l’interprete, Furiosa e’ anzi una vera e propria “celebrazione della femminilita’”.

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Miller sorride: questa non e’ la solita storia in cui a salvare cinque donzelle segregate e in pericolo arriva un eroe macho, ma a liberarle ci pensa invece un’eroina atipica e complessa come Furiosa. Tutto inizia da Furiosa, Max e’ il cane sciolto, l’elemento impazzito e imprevedibile, la struttura si e’ costruita a partire dal confronto tra queste due traiettorie.

Una curiosita’ finale e’ riservata alla figura del chitarrista metal che si staglia su di uno dei veicoli che inseguono Furiosa e Max, circondato da mega-amplificatori con cui scandisce il ritmo della battaglia. La musica che guida gli eserciti in guerra esiste dall’inizio dei tempi, quella figura mi sembrava assolutamente logica, spiega Miller. Soprattutto all’interno della struttura sinfonica del film.

Quella chitarra elettrica, “come ogni altra cosa nel film”, e’ anche un’arma, e dunque c’era bisogno che fosse pure un lanciafiamme!