Carla. Il film, di Emanuele Imbucci

Tratto dall’autobiografia della celebre ballerina, un film sbiadito dal passo pesante dove Alessandra Mastronardi è in soggezione rispetto al ruolo che interpreta. In sala da ieri

I titoli dei giornali che celebrano Carla Fracci e le foto che utilizzano le immagini dell’archivio, alcune con il logo Rai ben visibile. Sono gli unici, debolissimi frammenti, di quello che resta del talento della ballerina in questo sbiadito biopic che ripercorre alcuni determinanti episodi biografici della ballerina: la guerra con gli aerei in cielo e la figura della nonna interpretata da Elena Cotta, il suo primo ingresso al Teatro alla Scala di Milano, l’incontro con Beppe Meneghetti che diventerà poi suo marito, Luchino Visconti e Rudolf Nureyev che carica il film di quel minimo di tensione che per il resto è completamente assente.

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Il problema non è tanto su Carla – Il film, ma probabilmente sul metodo con cui il cinema/la tv/la Rai affronta le biografie di celebrità. Liberamente ispirato all’autobiografia Pass dopo passo. La mia storia a cura di Enrico Rotelli e pubblicata nel 2013 da Mondadori, il film segue un percorso narrativo che alterna due piani temporali diversi: da una parte ci sono le vicende personali e artistiche di Carla Fracci, dall’altra parte il balletto che sta preparando per la coreografie di Nureyev. Londra e New York tutte in interni. La facciata del Teatro alla Scala come immagine ricorrente. Il contrasto sociale nella Milano del dopoguerra evidente nello scarto tra l’amica Ginevra Andegari (che in realtà è un personaggio inventato) e Carla Fracci che rischia di essere estromessa come solista alla fine dell’esibizione di Maria Callas perchè figlia di un tranviere come banale e inutile tentativo di vitalizzare l’impianto fiction insieme alla ballerina arrivista.

In modo ancora più evidente di Permette? Alberto Sordi, Carla – Il film non riesce ad appassionare né ad essere credibile soprattutto per quella brutta tendenza del cinema/fiction di mostrare caricature di personaggi realmente esistiti che non gli somingoiano neanche per sbaglio: lì c’era Federico Fellini, qui Luchino Visconti e Rudolf Nureyev. Una cosa del genere, anche nel più scarso dei biopic statunitensi, non succederebbe mai. E se in Permette? Alberto Sordi c’era comunque il tentativo di Edoardo Pesce di dare una lettura personale sul grande attore, in Carla – Il film Alessandra Mastronardi è timidamente impacciata; appare infatti  in soggezione davanti alla figura di Carla Fracci e non prova neanche ad avvicinarsi oltre il copione. Doveva essere un film sul movimento e la leggerezza e invece ha il passo pesante. Certo, c’è l’immagine della libellula e le braccia di Carla bambina/adulta che tendono verso l’alto. Prima episodio biografico, poi metafora, infine simbolismo esasperante.

 

Regia: Emanuele Imbucci
Interpreti: Alessandra Mastronardi, Stefano Rossi Giordani, Paola Calliari, Euridice Axen, Léo Dussolier, Valentina Romani, Maria Amelia Monti, Maurizio Donadoni, Pietro Ragusa, Elena Cotta
Distribuzione: QMI
Durata: 102′
Origine: Italia, 2021

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
1.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
5 (1 voto)
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