Un livello del concorso davvero scadente, forse il peggiore da quando è seguito da Sentieri Selvaggi. Immaginate la reazione a Cannes e Venezia con un cartellone della competizione di questa qualità
La forma del cinema sta nell'indugio, in quella durata necessaria a far riassorbire dall’immagine, come fosse una spugna, almeno una parte del reale inquadrato. In Forum
Il documentario di Gianfranco Rosi vince il premio massimo della 66esima edizione del Festival di Berlino. Premiati anche Danis Tanović, Lav Diaz, Mia Hansen-Løve
Il tributo al grande Davis sta tra la sincera ingenuità della devozione e l’attenta orchestrazione del brano, tra il preciso ritmo del montaggio e le melodie del sentimento. In Berlinale Special
Una chiacchierata sul metodo di lavoro messo in atto dal documentarista per catturare i diversi aspetti di Lampedusa: i centri di prima accoglienza, le riprese subacquee, la quotidianità dell'isola
Sgangherato, rozzo, ma carico di una nuova umanità. La coppia di registi francesi dirigono Gérard Depardieu e Benoît Poelvoorde in un'amara commedia carica di selvaggia malinconia. Fuori concorso
Nell’arco delle otto ore “succede” ben poco, ma semplicemente perché i fatti rifiutano di essere immagazzinate nell’inquadratura, stanno nell’indistinzione delle parole e dei racconti. In c
Il regista Tomasz Wasilewski, insieme a un cast tutto al femminile parla del suo ultimo film United States of Love, in cui ricorda la Polonia del 1990. In Concorso
Il cinesta filippino ha presentato in serata, con una massiccia presenza del cast, il suo nuovo film della durata di 485 minuti presentato in Concorso. E parla di Rossellini e Bazin
L'attore presenta insieme a Emayatzi Conicaldi il suo biopic su Miles Davis, dove è attore protagonista, regista, produttore e co sceneggiatore. A Berlinale Special
Uno sguardo inquinato, senza aperture, quasi cieco davanti a quello che mostra dove la parte italiana è completamente sfasata. Solo un'invasione non del tutto autorizzata. A Berlinale Special
Una storia d'amore impossibile, che non tocca e non smuove. Riproposizione di un classico della letteratura svedese, a cui mancano calore e identità. In Berlinale Special
I due registi lavorano sulla scelta stilistica azzerata di una commedia sentimentale intrisa di una paura alla quale i due protagonisti non vogliono cedere. In Panorama
La componente grottesca non è appesantita come nei film precedenti del regista. C'è la follia ma non la leggerezza con François Damiens che è l'unico corpo impazzito. Fuori concorso
I voti dei nostri inviati. Partecipano anche Adriano De Grandis (IL Gazzettino), Francesco Di Pace (Rai 3/Fuori Orario), Valentina D'Amico (Movieplayer) e Beatrice Fiorentino (Il Piccolo)
Dall'esperienza autobiografica del regista portata anche a teatro. Doveva essere era un film da amare e finisce per essere un film da detestare. In concorso
La potenza dell’arma cibernetica continua a sorprenderci alla stregua di quanto ci cambiò la vita la corsa al nucleare dopo la Seconda Guerra Mondiale: la conferenza stampa con il documentarista
Gibney ha, come sempre, la capacità di non neutralizzare il linguaggio, di trasformare la narrazione a e recuperare le potenzialità dei codici di genere, alla base della “finzione". In concorso
Il regista statunitense e l'attore hanno presentato ieri pomeriggio il film porta la Lisistrata di Aristofane in una Chicago provata dalla guerra tra gang. Fuori concorso
Una prima parte che sfiora il capolavoro, in un musical che attraversa il Mito attraverso la rivisitazione de La Lisistrata di Aristofane. Fuori concorso
Soffocato dalla sua teatralità, chiuso nei suoi rassicuranti interni, saggio sulla tecnica di recitazione di Colin Firth e Jude Law. Ma di 'genius' non c'è proprio nulla. In concorso
Il cineasta (si) reinventa attraverso doppie realtà servendosi di un altro spettro, quello di Takeshi Kitano. Un cinema troppo nuovo o superato. In Panorama
Come in The Hunter, Pitts costruisce un apologo politico che cerca di mettere a fuoco e bersagliare le linee di tensione di un sistema. Il rischio è un'eccessiva schematicità. In concorso
Alla sua prima regia cinematografica, Michael Grandage esordisce con Genius, storia del rapporto tra l'editor letterario Max Perkins (Colin Firth) e lo scrittore di cui riconobbe il talento T. Wolfe
Nell'intreccio di piani è il fascino e il mistero del film, che sembra agire per spiazzamenti e trasforma i luoghi in tappe fondamentali di un percorso iniziatico. In concorso
L'intimità è urlata e i momenti con le SS in azione non sono lontane da un mediocre sceneggiato televisivo. Terza opera come regita dell'attore francese, inspiegabilmente in concorso
Dalla pièce teatrale di Bernard-Henri Lévy, una commistione teatro/documentario che sembra far parlare gli altri ma poi impone il suo stile. Che somiglia sempre di più a quello di Winterbottom
Il regista e attore francese e il cast internazionale parlano de film, storia di una coppia che vive un grave lutto durante la Germania nazista. In concorso
Davies non mostra un biopic romanzato e scorrevole, ma apre un solco nello spirito dei suoi personaggi, si sofferma sui volti e sugli oggetti, sui loro mutamenti. A Berlinale Special